Chiariello: "Borgonovo, io e... Gattuso. Come sono rinato dopo la malattia"

La storia di Michele Chiariello merita di essere raccontata e divulgata. Affetto da sclerosi multipla, il ragazzo barlettano non si è mai arreso e ora è un uomo sicuramente migliore.
La storia di Michele Chiariello merita di essere raccontata e divulgata. Affetto da sclerosi multipla, il ragazzo barlettano non si è mai arreso e ora è un uomo sicuramente migliore. Cresciuto a pane e pallone, ha cullato sin da piccolo il sogno di diventare un calciatore professionista. Tuttavia, nel 2006, riceve una brutta notizia: è affetto da sclerosi multipla. Tale patologia lo costringe ad accantonare momentaneamente il calcio. Il futuro gli appare tetro e oscuro, ma lui decide di non arrendersi. Combatte e vince la sua battaglia. Con il suo libro "Never give up" (clicca qui per acquistare il volume) racconta la sua storia. Ne ha parlato ai microfoni di AreaNapoli.it.
Chi è Michele Chiariello?
"Un ragazzo che ha sempre rincorso il sogno di diventare un calciatore professionista. Mi sono innamorato del calcio sin da piccolo. Pensa che il primo regalo ricevuto fu un pallone e da lì ho capito subito quale sarebbe stata la mia strada. Ho giocato nelle varie squadre di Barletta, ho fatto tutta la trafila nelle giovanili della squadra della mia città. E non solo. Ricordo anche una bella esperienza nel Cristian Barletta, tram di calcio a 5 iscritto al campionato di Serie B. Ho militato anche in Eccellenza, nel Montalbano Jonico. Era calcio a 11, ma lì si è interrotta la mia carriera calcistica".
Prima di scoprire la malattia hai avuto alcuni chiari sintomi?
"La stanchezza e la debolezza erano sempre più frequenti, così come dei problemi a livello muscolare che andavano ad intaccare anche le prestazioni in campo. Avevo mal di schiena, le gambe iniziavano a barcollare. Nel 2006 mi hanno riscontrato la sclerosi multipla. Avevo solo 27 anni, fu un fulmine a ciel sereno. Fu un periodo terribile, non vedevo via di uscita a quella situazione".
Poi cosa è successo?
"Non mi sono arreso, non ho mollato. Ho parlato con tantissima gente, ho avuto incontri importanti, non sono rimasto seduto sul divano, ma ho cercato di reagire. E oggi posso dire di stare benissimo. Gioco persino a calcio, naturalmente non a livello agonistico, ma a livello amatoriale con i miei amici".
Hai parlato di incontri importanti. Nel tuo percorso hai avuto diversi angeli custodi
"Assolutamente sì. Se ora sto bene ciò non è dovuto soltanto alla mia forza di volontà. Ho incontrato nel mio percorso una persona straordinaria: Cosimo Damiano Damato. Lui ha una palestra. Gli ho parlato della mia patologia e mi ha dato dei preziosi consigli. Mi ha suggerito di prendere alcune vitamine, di eliminare determinati pasti. Lui e il suo collaboratore Gianluca Corcella mi hanno invitato a curare l'alimentazione. Ora gioco a calcio, sono tornato a fare goal, gioco in attacco. Io che ho sempre ricoperto il ruolo di mediano. Ma consentimi di dire grazie anche a un'altra persona".
Prego
"Ci tengo a dire grazie anche a mia moglie Maria Giulia Capuano, mi è sempre stata vicina. All'epoca della notizia della malattia eravamo solo fidanzati. Lei non mi ha mollato, anzi mi è stata molto vicino, nonostante la giovane età e dopo tre anni è diventata mia moglie. Ora sono felice con lei e con le mie due splendide bambine. Infine vorrei ringraziare la ASD Volley Barletta: sono diventato dirigente sportivo e per me è un onore far parte di questa bellissima squadra".
Il tuo libro si chiama "Never give up: Borgonovo, io e...Ringhio Gattuso" e può essere acquistato su Amazon. Perché questo titolo?
"Faccio subito una premessa: il ricavato dalle vendite del libro verrà devoluto all'AISM, Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Ho scritto questi "appunti di vita" per aiutare chi non ha la mia stessa forza, chi non ha il coraggio di parlarne. Alcuni ne hanno vergogna. Io voglio dire loro di non arrendersi, di non mollare. E sono contento che il mio messaggio stia arrivando a tanta gente. Io non mi sono arreso alle avversità della vita".
In copertina ci sono Stefano Borgonovo e Gennaro Gattuso
"Stefano Borgonovo è diventato simbolo di tutti quelli che hanno subito questo genere di malattie, ma non si arrendono e combattono. La sclerosi multipla è molto meno grave rispetto alla SLA, che è una malattia debilitante e che porta alla morte. Stefano Borgonovo, morto di SLA, non si è mai arreso".
La seconda citazione è a Gennaro Gattuso
"Per me rappresenta tantissimo, è il mio mito. In primo luogo il ruolo in campo, il numero di maglia. Anche io ho sempre indossato il numero 8, ero un mediano. E come lui avevo il sogno di diventare un professionista, un calciatore importante. Inoltre Gennaro Gattuso è affetto da una malattia autoimmune, come la sclerosi multipla; nel suo caso si tratta di miastenia oculare, che colpisce i muscoli di occhi e palpebre. Lo vedevo in televisione e non mollava mai. Io sono milanista come lui, mi ha insegnato a non mollare mai".
Hai avuto modo di conoscere e incontrare il celebre "Ringhio"?
"Sì e non riesco a descrivere l'emozione, è stato un qualcosa di unico. Sono andato da lui, a Gallarate dove ha un bistrot insieme al pasticciere Bianchi. Appena l'ho incontrato sono rimasto immobile, per me era un sogno che si realizzava. Sono rimasto a pranzo da lui, abbiamo mangiato insieme. Mi ha dato la possibilità di andare a Casa Milan: una esperienza meravigliosa. Mi ha regalato la maglia del Milan numero 8 con la scritta Michele. Io gli ho regalato il mio libro e un quadro. Ora posso affermare con gioia che siamo diventati amici. Ci scambiamo anche dei consigli sull'evoluzione delle nostre rispettive malattie".
Sei credente?
"Assolutamente sì. Sono convinto che quel 2006 non è venuto per caso, Dio aveva un progetto per me. E oggi mi sento un uomo diverso, nuovo. Voglio donare agli altri un po' di quella forza che possiedo io oggi. Come ho già detto il ricavato dalle vendite del libro andrà in beneficenza, ma non voglio fornire solo un aiuto materiale a chi soffre di sclerosi multipla. La cura dell'anima è ancora più importante. Io ce l'ho fatta non solo per la mia grande volontà, ma anche per le tante persone che mi hanno accompagnato in questo cammino. E ti voglio dire grazie per avermi dedicato oltre un'ora, per avermi ascoltato e dedicato parte del suo tempo".
Michele Chiariello non mi ha "rubato" tempo, ma lo ha impreziosito. Mi ha arricchito e non nascondo che, ascoltandolo, ho fatto fatica a trattenere le lacrime. Tra i compiti di un giornalista c'è anche quello di esaltare, valorizzare e diffondere la Bellezza. E nella vicenda umana Michele Chiariello ce n'è davvero tanta...







Genoa-Napoli: 0-2, decisivi i cambi di Max! Vergara illumina
Napoli, colpo in attacco: ecco i 3 obiettivi di Manna
Finalmente è fatta! Trattativa chiusa, Allegri accontentato
Gabriel Jesus-Napoli, pro e contro dell'attaccante brasiliano
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it


