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Chiacchio: "Caso Juventus, al massimo penalizzazione in classifica. Vi spiego tutto"

L'esperto di diritto sportivo ha fatto chiarezza su come potrebbe concludersi l'indagine sul club bianconero.


Gianluca VitaleGianluca VitaleGiornalista

11/12/2022 21:21 - Interviste
Chiacchio: Caso Juventus, al massimo penalizzazione in classifica. Vi spiego tutto
© foto di Image Photo Agency

Eduardo Chiacchio è intervenuto in videochiamata a Campania Sport, trasmissione di Canale 21, per parlare del caso Juventus"Ci sono valutazioni di carattere tecnico-giuridico. Per le plusvalenze - ha ricordato il noto avvocato - c'è stata già una sentenza, ormai diventata definitiva: la Procura Federale aveva chiesto, nei confronti della Juve e di altre società, una sanzione per il cosiddetto reato sportivo di 'plusvalenze', più o meno grave a seconda del numero e della severità delle operazioni poste in essere. Al termine del primo giudizio, il Tribunale ha dichiarato che non sia possibile dare un valore certo ad un calciatore, per cui, rimanendo nel campo delle ipotesi e delle congetture, non si può condannare una società per la valutazione che ha conferito ad un suo tesserato. Il Procuratore ha impugnato la decisione dinanzi alla Corte Federale d'Appello, ma la sentenza di primo grado è stata ritenuta in linea con gli orientamenti giuridici della giustizia sportiva ed il reclamo è stato rigettando, prosciogliendo definitivamente tutti i club coinvolti e i loro dirigenti. Questo significa che tutti gli atti, i documenti e le valutazioni della giustizia sportiva non possono essere riesaminati. Tutto ciò che era conosciuto dei primi due atti di giudizio non può essere rivisto. Tutti i documenti e gli atti nuovi, non conosciuti agli organi di giustizia sportivo o della Procura, possono invece essere oggetto adesso".

ACCORDI CON I CALCIATORI - "Da quello che abbiamo appreso dai giornali, considerando che non abbiamo potuto leggere gli atti del processo, la Juventus ha operato con la rinuncia dei giocatori agli ultimi stipendi: chi parla di tre e chi di quattro... Questi importi, denunciati dai calciatori, sarebbero poi stati inseriti nelle annate successive, qualche volta attraverso i procuratori o allungando i contratti. In tutto ciò, io sottolineerei che la pratica delle rinunce degli emolumenti è adottata da molte società, soprattutto nelle categorie inferiori, quando un club è in difficoltà in vista dell'iscrizione al nuovo campionato. Si tratta di una negoziazione, di un atto da sottoscrivere in primis dinanzi al sindacato e, quando il giocatore accetta la rinuncia, non ci sono illeciti. Può anche succedere che la società ed il giocatori trovino un accordo di allungamento del contratto o di inserimento di importi che aumentano nelle annate successive. Finché il tutto è frutto di una libera negoziazione, non nascono problemi di illeciti".


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SCRITTURE PRIVATE - "Il problema - ha precisato l'esperto di diritto sportivo - può nascere quando l'operazione è dolosa; dolosa perché il giocatore rinuncia a seguito di un accordo che, però, aggira le norme e, nel caso della Juventus, abbiamo letto addirittura di scrittura privata. Quando c'è una scrittura privata, l'atto non è più frutto di una libera negoziazione e racchiude degli elementi che devono essere accertati, chiariti ed acclarati. Se queste scritture non sono state depositate, in quel caso, allora, il reato sportivo esiste".

POSSIBILI CONSEGUENZE - "Cosa può accadere, adesso, dal punto di vista sportivo? La proposta sanzionatoria non la possiamo prevedere, perché viene determinata dal Procuratore Federale. Ci sarà un processo, con tanto di deferimento. Quando verrà svolto? Prima di fine stagione, con sanzioni da comminare durante questo campionato. L'impressione, è che non esistano presupposti se non per una penalizzazione in classifica. A mio avviso, non si potrà chiedere nulla di più di una penalizzazione, se quanto scrivono i giornali corrisponde pienamente alla realtà".

TEMPI RAPIDI - "La giustizia sportiva opera rapidamente, non con i tempi di quella ordinaria. Alla peggio, si avrà una sentenza entro luglio. Il Procuratore Federale può avere accesso agli atti solo dopo la conclusione delle indagini, altrimenti si andrebbero ad inquinare le prove".


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Gianluca VitaleGianluca Vitale
Giornalista dal 2013, iscritto all'ODG Campania e titolare di Carte de Presse Internationale IFJ. Ha lavorato con più redazioni online sul Calcio Napoli. Specializzato in esclusive e calciomercato.

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