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Chiacchio: "Acerbi rischia almeno 10 giornate. Deve dimostrare propria estraneità ai fatti"

Eduardo Chiacchio, avvocato, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport trattando lo spinoso "caso" Juan Jesus-Acerbi.


Francesco MannoFrancesco MannoGiornalista

20/03/2024 09:30 - Interviste
Chiacchio: Acerbi rischia almeno 10 giornate. Deve dimostrare propria estraneità ai fatti
© foto di SSC Napoli

La vicenda Juan Jesus-Acerbi sta catalizzando l'attenzione generale della stampa sportiva italiana. Ne ha parlato anche Eduardo Chiacchio in una intervista rilasciata alla edizione odierna della Gazzetta dello Sport: "Si aspetta l’attività investigativa della procura federale a cui il giudice sportivo ha trasmesso gli atti: dopo che riceverà la relazione, sarà lo stesso giudice a decidere. È probabile che durante le indagini vengano sentiti non solo i due giocatori, ma anche l’arbitro e gli altri calciatori che erano nei paraggi. Tutto a partire da un caposaldo, che non sempre è chiaro a tutti: per condannare in un giudizio sportivo non è necessaria la prova oltre ogni ragionevole dubbio, ma basta un indizio con un grado di probabilità superiore alla media".

Acerbi nega di aver avuto intenti razzisti: quale la strada della sua difesa?

"È una strada stretta, non si parla di intenti e non ci si può appellare al fatto che sia la propria parola contro quella dell’altro. Sempre in base ai presupposti della giustizia sportiva, l’unico elemento da dimostrare è se abbia pronunciato o meno la famosa espressione: “negro”. Il giudice valuterà tutto come da prassi, anche i comportamenti del giocatore precedenti e successivi al fatto. Si chiederà anche perché Juan Jesus avrebbe mai dovuto riferire un fatto non vero. E ricordiamoci che l’onere probatorio è invertito, è Acerbi a dover dimostrare la propria estraneità ai fatti".

Quanto sarà importante l’audizione di Acerbi?

"Dovrà rispondere alle domande, circostanziare i fatti e convincere gli inquirenti che, appunto con un grado di probabilità superiore alla media, non ha pronunciato quella famosa parola. Dal punto di vista tecnico rischia 10 giornate di squalifica, il minimo previsto dal codice per questo tipo di violazione. In caso di condanna, il giocatore con o senza la società potrà appellarsi alla Corte sportiva di appello nazionale e in terzo grado al Collegio di Garanzia del Coni, ma solo in caso di vizi di legittimità".

Le tempistiche?

"L’istruttoria dovrebbe chiudersi in un paio di settimane e da lì il giudice sportivo deciderà alla prima seduta utile che potrebbe pure essere convocata ad hoc: diciamo che in 20 giorni dovrebbe arrivare la sentenza".


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Francesco MannoFrancesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.

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