Cecchi Gori: "La Fiorentina mi è stata rubata. Quanto mi fa inca**are"

L'ex patron della Fiorentina, Vittorio Cecchi Gori, attraverso l'intervista rilasciata a La Nazione, ha parlato del suo addio forzato al club gigliato.
Vittorio Cecchi Gori, per anni patron della Fiorentina, ha raccontato il suo addio "forzato" alla Fiorentina, attraverso l'intervista che ha rilasciato sulle pagine de La Nazione, nel corso della quale ha evidenziato il suo rammarico per il fallimento del club gigliato.
Cecchi Gori evidenzia: “Credevo nei valori. Nel 2000 avevo conosciuto Bill Gates e Rupert Murdoch. Avevo capito dove si andava a parare: l’arrivo di internet e della piattaforma. Però delle volte se sei troppo in anticipo non ti capiscono. Mio padre disse di non inimicarmi Berlusconi? Eh, sì... A Berlusconi avevo proposto di fare una piattaforma insieme quando nessuno sapeva cosa fosse. Lui disse di sì, avevamo fatto l’accordo. Ma qualcuno poi ci ha messo la bocca, glielo dissi: ‘Tu puoi avere tanta gente vicina, ma la vuoi fedele, non leale. Ma la gente leale è più importante’”.
Ha ancora guai giudiziari? “L’Italia è il posto dove le cose non finiscono mai”.
Ma la Fiorentina la segue? “Quanto mi fa inca**are. La Fiorentina mi è stata rubata. Ogni tanto la guardo ma non mi faccio coinvolgere perché questa non è la Fiorentina mia e non è manco quella dei fiorentini”.
Rubata, dice. Ci spieghi meglio. “Le squadre avevano l’Irpef sui soldi che davano ai giocatori. Per abitudine l’accordo era che via via si pagasse a rate. Io sono stato colpito: soldi subito! E i magistrati dichiararono il fallimento della Fiorentina. Subito dopo fu fatto il ’salva-debiti’...”.








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