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Cavasin: "Girano due nomi top per la panchina del Napoli"

Alberto Cavasin ha parlato del Napoli soffermandosi sul crollo stagionale dopo il trionfale scudetto vinto con Luciano Spalletti in panchina.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

15/05/2024 12:44 - Interviste
Cavasin: Girano due nomi top per la panchina del Napoli
© foto di Image Photo Agency

Alberto Cavasin, ex allenatore del Lecce, è intervenuto a 'Febbre a 90', su Vikonos Web Radio/Tv. Ecco le sue dichiarazioni: “Come lo scorso anno è stato eccezionale per il Napoli vincere, allo stesso modo lo è stato vedere i gravissimi errori di questa stagione. Ora bisogna ripartire con un grande allenatore, di autorevolezza, che abbia autonomia e sappia reggere alla pressione della piazza e che sia in grado di fronteggiare anche la società, il Napoli non può permettersi di sbagliare. Spalletti è stato bravissimo sul campo ma ancora di più nello spogliatoio, lo scudetto al 50% della gestione è stato suo e di Giuntoli. Ad oggi le squadre hanno bisogno di un ds che gestisca dietro le situazioni che poi portano i giocatori a dare il massimo".

Poi ha aggiunto: "Girano due nomi per la panchina del Napoli, Conte e Gasperini, due che sono il top, ce ne sono altri certo che potrebbero far bene, ma su questi due si va sul sicuro, per esperienza e capacità. In più hanno l’autorevolezza di poter avere il giusto ruolo anche nei confronti della squadra. A Napoli il crollo tutto nasce da lì, dall’addio di Spalletti. Luciano il primo anno ha messo i presupposti per vincere, ha capito tante cose e con Giuntoli ha fatto quadrato. Quest’anno non si poteva partire così, con Osimhen che ha rinnovato sapendo di andare via, certe cose poi si ripercuotono, penso a Kvara che prende ancora il vecchio stipendio: sembra brutto parlare di soldi, ma partire dal concetto di ridurre lo stipendio dopo aver vinto il campionato è inconcepibile, ci sono mille maniere per gratificare un calciatore anche dal punto di vista psicologico. Lo dico dal di fuori, poi: come si fa a riconfermare Spalletti con una pec?".


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"Capisco legalmente che lo si debba fare, ma prima sarebbe stato meglio parlarne di persona, andando magari a cena, programmare insieme con un discorso serio un progetto vincente nel tempo. Perché Luciano non è rimasto a  Napoli? E’ evidente che il rapporto con la società fosse diventato un problema, talmente grande che ti fa andar via e non certo per paura di non poter vincere, vista la qualità dell’organico. Ora, Conte o Gasperini sono due che vogliono comandare nel loro ambito, anche sul ciuffo d’erba o sul cancelletto del campo di gioco che cigola. Poi quando parla il presidente è ovvio che da dipendente mi metto “sull’attenti” per rendicontarlo del mio lavoro, ma nel mio ambito devo essere autonomo. Il presidente faccia lavorare il ds e il nuovo tecnico come ha già fatto con Giuntoli e Spalletti, tutto qui. Faccia un paso indietro perché lo sa fare, lo dimostra lo scudetto vinto l’anno scorso”. Ha concluso Cavasin.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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