Castroman: "Buttai la maglietta in faccia a Mancini, sapete cosa fece? Chiamai Spalletti"

Lucas Castroman, ex calciatore della Lazio, ha rilasciato una intervista ai microfoni del sito tuttomercatoweb.com.
Lucas Castroman, ex giocatore della Lazio, ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, ha rivelato alcuni retroscena sulla sua esperienza in biancoceleste: "Ci sono stati momenti brutti alla Lazio. Avevo 24 anni potevo rimanere anche a vita ma avevo voglia di giocare. Sono successe delle cose, non mi hanno detto la verità e mi sono trovato in una situazione un po' diversa rispetto ai miei principi. Nel 2003 potevo andare all'Udinese, in una trattativa che coinvolgeva anche Fabio Liverani. Lui rifiutò il trasferimento e l'affare saltò. Mi ritrovai alla Lazio ma fuori dal progetto: Mancini diceva che contava su di me ma che la società voleva vendermi, la società l'esatto opposto".
Inoltre aggiunge: "Di fatto ero un corpo estraneo, la squadra era andata a fare delle amichevoli in trasferta, lasciandomi a Formello. Arriviamo a giocare il preliminare di Champions League contro il Benfica e dopo essere stato messo da parte per 25 giorni, Mancini si accorge che non ha alternative se non schierarmi, dato che mancavano tanti giocatori. Quando mi disse di giocare io gli ho buttato la maglietta in faccia, dicendogli: 'Adesso giochi tu, perché sei un grande e io un ragazzino'. A quel punto ho chiamato Spalletti, che allenava l'Udinese, e gli ho chiesto se c'era possibilità. Lui diede l'ok e mi sono trasferito a Udine. Per il resto poi non ci fu l'accordo per comprare il mio cartellino e a fine stagione tornai in Argentina".






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