Castellini punge il Napoli: "Si gufano a vicenda, io giocavo con 39 di febbre e dita rotte"

L'ex portiere ha anche ricordato il grande Bruno Pesaola: "Tra me e lui bastava un'occhiata, uno sguardo per capirci al volo".
Luciano Castellini, ex portiere che ha indossato le maglie di Napoli e Torino, tra le altre, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso della trasmissione Radio Goal. Queste le sue parole: "Bruno Pesaola? Era un tecnico con una grande qualità, capiva i giocatori".
Ed ha aggiunto con grande onestà intellettuale: "Nel nostro Napoli, ad esempio, eravamo scarsi in molti, ma lui li faceva sentire importanti tutti. Poi dopo diceva "ho detto un sacco di bugie oggi" (ride, ndr). Tra me e lui bastava un’occhiata, uno sguardo per capirci al volo. Ricordo che a Napoli non eravamo in una situazione piacevole di classifica, tuttavia lui aveva quell'intelligenza di non farci sentire quella pressione".
Poi ha punzecchiato il club partenopeo: "Milinkovic-Savic e Meret? Sinceramente a me non piace il fatto che due portieri si debbano giocare il posto, si gufano a vicenda (scherza, ndr). Ricordo che io soffrivo se avevo un concorrente serio. Sono sceso in campo con 39 di febbre e le dita rotte perché la mia prima regola era di non dare possibilità a nessuno. Meret? Lo allenai nelle nazionali giovanili, oggi è maturato e può imporsi anche a livello caratteriale. Milinkovic-Savic mi piace, è un portiere che ha fatto meglio dell’anno scorso in cui fece danni. Serve perché ha un gran calcio, arriva da area ad area di rigore con un rilancio”.








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