Caressa: "Possesso palla inutile: il Napoli ha perso!". Bucciantini: "Rrahmani prova la mia teoria"
Nuovo botta e risposta a Sky Sport tra Fabio Caressa e Marco Bucciantini sul possesso palla, usando il Napoli come esempio.

"Il Napoli ha perso contro la Lazio pur avendo il 65% di possesso palla: ve l'ho detto che la statistica sul possesso non serve...". Fabio Caressa torna a parlare con Marco Bucciantini ai microfoni di Sky Sport dopo la discussione dei giorni scorsi: "Veramente, questo conferma la mia teoria" replica l'opinionista, rispondendo immediatamente al conduttore di Sky Calcio Club. "La settimana scorsa - commenta Caressa - io e Bucciantini non ci siamo tanto capiti... Lui parlava di dominio della squadra, mentre io contestavo una cosa specifica: io impazzisco da dieci anni per la vecchia statistica del possesso palla, che non dice niente in assoluto. Vi faccio degli esempi: la Lazio ha vinto col 35% di possesso palla, ed è comunque una squadra che fa bel gioco. Gli scontri diretti, a ben vedere, la squadra di Sarri li vince quando tiene palla meno degli avversari. La statistica del possesso palla è fatta in maniera particolare, è vecchia di trent'anni e non fotografa niente. Sapete come la fanno? In origine, c'era un uomo con il cronometro e, ogni volta che c'era un passaggio, tracciava i minuti del possesso. Questa cosa è stata abbandonata perché, se passo la palla al compagno e viene intercettata, che succede? Di chi è? Si è arrivati a due ipotesi: una che considera il numero di frequenza di possessi e passaggi, e qui nessuno è d'accordo, ed un'altra che valuta il numero di tocchi diviso per passaggi. Insomma, non è una statistica precisa, ma fatta per convenzione. Il risultato è che, in definitiva, non ci dice niente: puoi tenere la palla per 90', ma alla fine non vinci niente. Quello che io contesto è che questo numero non ci dice più nulla, dal punto di vista statistico. Il mondo è più complesso di anni fa, sono altri i dati che ci fotografano la realtà".
"Io - ribatte Bucciantini a Caressa - non sopporto di idealizzare nessuna cosa: figuriamoci se si parla di calcio... Bisogna essere squadra. Come successo al Milan, può capitare che ti senti più squadra concedendo palla all'avversario. Se sai cosa fare col pallone, però, ecco che si esprime di più il tuo gioco, secondo me. Posso avere dei gusti, ma io ho pensato ad Amir Rrahmani come esempio esplicativo: alla sua prima gara da titolare col Napoli, ha sbagliato un disimpegno, un passaggio. Gattuso voleva costruire dal basso, ma Rrahmani non sembrava pronto. L'ex Verona non ha smesso di giocare dopo quella partita e, col tempo, è cresciuto. Oggi, Rrahmani fa assist dalla difesa: insistendo sul possesso palla - e lui ne è la prova - migliori un giocatore e, migliorando un giocatore, migliori la squadra. Insegnando il possesso palla, migliori la tua squadra anche quando non ce l'hai: la Lazio ce lo dimostra. Migliorare un giocatore, per come la vedo io, dà maggiore credibilità a tutta la squadra".
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