Careca: "Mi stava per prendere il Torino, poi arrivò Moggi. Punterei su Conte al Napoli"
L'ex attaccante brasiliano del Napoli si è concesso in un'intervista al Corriere del Mezzogiorno: "Osimhen e Kvara sono molto bravi".

Antonio Careca, ex calciatore brasiliano del Napoli, si è concesso - a margine dell'evento "Eroi del Calcio" tenutosi ad Agropoli, durante il quale ha ricevuto l'annuale Premio Margiotta dall'Unione Stampa Sportiva Italiana - per un'intervista ai microfoni de' Il Corriere del Mezzogiorno. C'è un gol che Antonio Careca si ricorda più degli altri nel suo percorso napoletano? "Il raddoppio contro lo Stoccarda al Neckarstadion ci spianò la strada per la conquista della Coppa Uefa. In quella stagione segnavo continuamente, non mi fermavo mai".
Con Maradona siete stati la coppia migliore nella storia del club? "Penso proprio di sì, ci completavamo. Diego giostrava con la sua infinita qualità, io andavo in profondità per colpire. In azzurro, come noi nessuno mai".
Eppure lei dal Brasile doveva andare al Torino. "Lì c'era Leo Junior che fece il mio nome. Se Luciano Moggi non fosse venuto a Napoli, io sarei stato un giocatore granata certamente. Lui m'individuò prima per il Toro e poi per il Napoli".
Che idea si è fatto sulla sua ex squadra? "Precipitata nello spirito. Ha chiuso un ciclo. Sì, perché il ciclo può durare anche un paio di anni solamente".
Quali le lacune? "I nuovi arrivati non hanno fornito il contributo atteso. È andato via Spalletti, ci sono stati diversi infortunati. Una combinazione di elementi negativi ha portato al crollo".
Antonio Conte oggi è la soluzione più credibile? "È giusto che s'investa su un nome come il suo. È uno che sa come si vince, cresciuto in un grande club come la Juventus che ha vinto tanto ed è stato capace di confermarsi a Milano 3 anni fa con l'Inter. Bisogna capire il portafogli che aprirà De Laurentiis quale sarà...".
C'è una bella differenza tra Maradona e Careca con Kvara ed Osimhen? "Parliamo di epoche diverse. Ballano 40 anni tra gli uni e gli altri. Il calcio è completamente cambiato nella percezione, nei livelli tecnici, nelle strutture fisiche e negli allenamenti. Sono molto bravi anche loro, altrimenti non avrebbero vinto uno Scudetto a distanza di 33 anni dal nostro titolo meritatissimo".
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