Carbone: "Osimhen incompatibile con la città di Napoli, è andato via nell'indifferenza"

Osimhen è partito, è andato a Istanbul, in prestito al Galatasaray, senza un saluto, senza un rimpianto. L'analisi del giornalista Rai Luigi Carbone.
Luigi Carbone, Caposervizio del TGR Campania e voce di 'Tutto il calcio minuto per minuto', si è soffermato su Victor Osimhen ai microfoni di Note Azzurrissime, programma di Antonello Perillo in onda su Rai Radio Live Napoli. "Victor Osimhen è stato un lampo sfavillante, nella storia del Napoli, però ha lasciato una piccola ombra in coda. Sfolgorante, nell'accelerata potenza delle movenze, nell'indomabile propensione alla battaglia, ma a tratti anche incompatibile con una città abituata a sedimentare i suoi miti. Osi va veloce, forse troppo: così, entra ed esce rapidamente dall'orizzonte azzurro. Incarna alla perfezione il modello del campione moderno: forza fisica, ritmi forsennati, progressioni impressionanti, talento, ipervalutazione del cartellino, caccia all'ingaggio faraonico...".
"Napoli l'ha amato - sottolinea Carbone - e osannato. L'ha apprezzato soprattutto perché sembrava sempre dannarsi l'anima, tarantolato, coraggioso, perfino imprudente negli scontri in campo, come dimostrano i tanti infortuni e la mascherina con cui si è cristallizzato nell'immaginario popolare. Quattro anni, un gol dopo l'altro, una media realizzativa impressionante: 133 le partite disputate con la maglia azzurra, ben 76 le reti messe a segno. Eroe, con Kvara, del terzo Scudetto e capocannoniere di un campionato esaltante. Gol indelebili, stacchi imperiosi e perle lucenti, come le due marcature contro la Roma nell'anno magico: diagonale sul palo lontano da posizione impossibile, all'Olimpico; stop di petto, palleggio di coscia e destro nel sette, al Maradona. Col senno di poi, dopo una stagione fallimentare, è facile dire che sarebbe stato meglio venderlo subito dopo aver conquistato il tricolore e monetizzare; la verità è che il club azzurro aveva l'obbligo di provare ad aprire un ciclo, e questo non poteva prescindere dal suo campione".
"E' andata male, si volta pagina. Resta il forte rammarico per un addio condito da incomprensioni e perfino indifferenza, ovviamente sentimentale e mai economica: opzioni di rinnovo, clausole, seppur al ribasso, e rate degli stipendi continuano ad essere al centro dei ragionamenti di questi giorni. Osimhen è partito, è andato a Istanbul, in prestito al Galatasaray, senza un saluto, senza un rimpianto. In questo calcio, non è un paradosso. Solo un lampo, appunto: memorabile, ma presto svanito".






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