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Caprile: "Il Napoli è stato il coronamento di un sogno. Il Cagliari mi diede una grande delusione"

Il portiere del Cagliari, ma di proprietà del Napoli ha parlato ai canali della Lega Serie A: "Mio padre è napoletano e noi abbiamo sempre vissuto la città da quando ero piccolo".


Alessandro SepeAlessandro SepeDirettore responsabile

26/04/2025 09:53 - Interviste
Caprile: Il Napoli è stato il coronamento di un sogno. Il Cagliari mi diede una grande delusione
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Elia Caprile a Cagliari più determinante partita dopo partita, molti dei punti arrivati da quando difende la porta dei rossoblù sono da attribuire alle sue parate. L’ex giocatore di Bari e Leeds ha rilasciato delle dichiarazioni sulla lotta per la salvezza e non solo per i canali della Lega Serie A. Le sue parole: "Mi sono avvicinato al calcio nell’estate del 2006 grazie al Mondiale durante il quale tutti gli italiani sono stati incollati alla TV. Mi innamorai della maglietta oro di Buffon, di lui e del fatto che il portiere giocasse con una maglia diversa rispetto agli altri. Dopo mi sono innamorato anche del fatto che ci si tuffa sporcandosi, cose che un calciatore normale non fa".

Poi ha ha spiegato: "Mio padre è napoletano e noi abbiamo sempre vissuto la città da quando ero piccolo. Arrivare a giocare al Napoli è stato è stato il coronamento di un sogno, le emozioni sono state tante anche perché io non ho mai nascosto il fatto che avrei voluto giocare una partita allo stadio Maradona! E’ stato il coronamento di un sogno che è durato sei mesi ma devo dire che è una di quelle cose che, al di là di come andrà il futuro, resterà per sempre con me".


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Poi ancora: "Non posso dire se era destino vestire la maglia del Cagliari, sicuramente però posso dire che fin qui mi ha dato la mia più grande delusione calcistica, mi ha dato grande tristezza (finale dei playoff di Serie B persa da giocatore del Bari n.d.r.)! Allo stesso tempo fa parte di uno dei momenti più importanti della mia vita perché contro i rossoblù ho parato il mio primo rigore in Serie A (contro Viola l’anno scorso n.d.r.). Questo è un qualcosa che mi porterò dentro per sempre. Dalla delusione con il Bari alla gioia di parare quel rigore magari c’era qualcosa di scritto da qualche parte".

Inoltre: "Il portiere ha una visione privilegiata della partita quindi io dalla porta devo dare una mano ai compagni perché da lì vedo cose che loro non possono vedere. So che nello spogliatoio sono uno dei più piccoli e che certe responsabilità devo lasciarle ai miei compagni con più esperienza. Io cerco di dare solo una mano dato che ho una visione della partita completamente diversa".

"La salvezza? Dire cosa possiamo o non possiamo fare penso non spetti a me, il mister Nicola ne sa molto di più di me per quanto riguarda quello che serve per salvarsi in Serie A. Sicuramente dobbiamo cercare di stare compatti difendendo da squadra, infatti difendere bene e non prendere gol non dipende solo da portiere e difensori. E’ una cosa che riguarda tutta la squadra e sulla quale dobbiamo lavorare!".


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Alessandro SepeAlessandro Sepe
Direttore responsabile e co-fondatore di AreaNapoli.it, è giornalista pubblicista dal 2013. Laureato in letteratura e storia italiana, è da sempre appassionato di calcio e di giornalismo sportivo.

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