Cannavaro: "Vi racconto la mia passione per il ciclismo. Spalletti è un modello"
L'ex capitano della Nazionale Italiana è stato protagonista di un'intervista al Corriere dello Sport.

Fabio Cannavaro si racconta al Corriere dello Sport. L'ex calciatore ha parlato della sua passione per la bici e non solo. "Quello della bici era un mondo a me sconosciuto, quando stavo in Cina mi ci introdusse l’avvocato Minghetti. Volevo fare attività nonostante il ginocchio sinistro – si gonfia non appena tocco un pallone -, lui mi fece parlare con Ivan Basso che mi mise in contatto con la Trek. Da allora non mi sono più fermato. Tra mountain bike e bici da corsa,13mila chilometri in meno di un anno. Ad agosto sono rientrato in Italia e ho trovato un bel gruppo, ragazzi campani, appassionati e simpatici, gente normale, senza la “perversione” del primatista. Non seguiamo schede, né programmi specifici. Ci ritroviamo la mattina e decidiamo il tragitto. Ieri siamo saliti sul Vesuvio, a volte preferiamo la Costiera, o Mondragone. A qualcuno è venuta l’idea di spingerci fino a Roma, siamo partiti e in otto ore ci siamo fatti 245 chilometri, tutti documentati. Io mi sono dato un obiettivo: tre volte a settimana e 2.000 calorie al giorno".
Il futuro da allenatore di calcio: "Torno ad allenare. In questi mesi ho ricevuto tante proposte, in particolare dall’Asia, ma ora voglio misurarmi con l’Europa. Sono stato un mese a Londra, mia figlia vive lì, ho conosciuto un sacco di persone e iniziato una collaborazione con Pini Zahavi. Mi sono dato un tempo, sto fermo fino a dicembre, poi comincio a girare per campi d’allenamento. Ho parlato con Tuchel per seguire il Chelsea, con Guardiola per il City, e mi piacerebbe poter vedere Spalletti a Castel Volturno. Per ora ci sono passato solo in bici. E non mi sono fermato".
Lo consideri un modello? "Lo seguivo anche alla Roma. Ha dei concetti nei quali mi ritrovo perfettamente. Ho visto spesso il Napoli, anche quando ha perso ha sempre giocato. Con l’Empoli e lo Spezia Luciano è stato sfigato: gli hanno portato via i tre punti senza tirare in porta. Tutti a dire che doveva mettere Mertens, che non doveva togliere Zielinski. Chi è sceso in campo ha tirato la carretta. Purtroppo gli infortuni sono stati pesantissimi".
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