Cannavaro: "Sogno il Napoli, il mio idolo e il rimpianto Baggio. Retroscena Mazzarri e moto..."
Paolo Cannavaro, ex calciatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di DAZN: autore dell'intervista Pierluigi Pardo.

Su DAZN è andata in onda la puntata di "Un’altra storia" powered by eBay, il format in cui il giornalista Pierluigi Pardo ripercorre aneddoti e storie del passato insieme ad un ospite. Qualche giorno fa è stato il turno di Palo Cannavaro, ex calciatore ed ex capitano del Napoli. Ecco alcuni passaggi delle sue dichiarazioni: "Chi corre di più in auto tra me e mio fratello Fabio? Fabio. Io vado più dolce dolce, preferisco la comodità. In scooter forse sono più rapido io. Per i calciatori è vietato, ma ora lo posso dire (ride, ndr): avevo una Harley-Davidson gli ultimi anni a Napoli".
Su Mazzarri: "Una soddisfazione che mi sarei voluto togliere era vincere lo scudetto a Napoli. Ci ho creduto realmente, l’ultimo anno di Mazzarri. Abbiamo avuto uno stop a gennaio, poi la Juventus ha allungato però quell’anno ci ho creduto davvero. Mazzarri per noi è stato importantissimo, di lui ho sempre ammirato la capacità e il modo di convincerti che ciò che ti diceva rappresentasse il bene del gruppo”.
Sulla Coppa Italia del 2012: "Ho alzato un trofeo dopo un digiuno di 25 anni. Ci ripenso, lo rivivo spesso. È stata la coppa della rinascita dopo anni e stagioni davvero complicate. È stata una presa di consapevolezza, di essere finalmente tornati e da lì, pronti a riprenderci quello che ci spettava”.
Sul sogno: “Per un ragazzo che ha fatto raccattapalle, giocatore, capitano, il sogno è Napoli. Sono tornato a vivere a Napoli, anche perché il desiderio per chi come me si vede allenatore, è quello di poterlo fare sulla panchina del Napoli. Credo che nel mio caso sia scontato pensarci”.
Sulle magliette da collezione, il rimpianto e il suo idolo: “I primi anni di carriera non ero uno fissato con le magliette ed infatti il rimpianto enorme è di non aver mai scambiato la maglia a Roberto Baggio, ci penso e mi mangio le mani. Ho quella di Maldini. Il mio idolo è Paolo, da bambino, sono nato il suo stesso giorno. L’ho sempre visto come il difensore italiano per eccellenza, quello che sa fare tutto in difesa. Ho sempre avuto adorazione nei suoi confronti. Ho la maglia di mio fratello Fabio: in una collezione ci deve stare al di là del fatto che siamo fratelli".
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