Cannavaro: "La verità sul Benevento, in Arabia non ci pagavano. Io presuntuoso? Ho vinto tanto"

"Se ho un'idea di quanto ho guadagnato? Si, ma ho anche speso. I soldi sono un mezzo", ha affermato Fabio Cannavaro.
Fabio Cannavaro, che compie oggi 50 anni, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere della Sera. Ecco alcuni passaggi: "La verità sul Benevento? Non ho trovato una situazione florida e se fossero arrivati giocatori nel mercato di gennaio forse le cose sarebbero andate diversamente. Resta un’esperienza importante. Perché non ho squadra? Perché sono tutti convinti che l’allenatore debba fare la gavetta in Italia, come se l’esperienza all’estero non contasse. Invece è fondamentale, ti apre la mente, ti forma".
Poi sull'Arabia, è stato tra i primi ad andarci: "Ero all’Al Nassr, la squadra dove gioca Ronaldo. Altri tempi: andammo via quasi tutti perché non ci pagavano gli stipendi. Raccontarlo ora sembra un paradosso. Per i calciatori contano i soldi? Non facciamo gli ipocriti, è difficile dire no a tutti quei soldi. Ma in ogni caso è anacronistico continuare a pensare che l’Italia sia il campionato più difficile, la Premier quello più bello. Il calcio è cambiato, e poi i giocatori hanno 10 anni di attività, non possono permettersi di dire qui sì e qui no".
Quindi un passaggio sui soldi: "Se ho un'idea su quanto ho guadagnato? Certo che ce l’ho. Ed è tanto. Ma ho anche speso. I soldi servono ma come mezzo".
"Ho l’etichetta di presuntuoso? Ho vinto tanto da calciatore e da allenatore mi sono fatto rispettare, ne sono orgoglioso. Se questa è presunzione, ho ragione ad esserlo", ha aggiunto.






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