Cannavaro: "In Italia sono rimasti solo due grandi difensori"

Fabio Cannavaro, ex difensore del Napoli, ha parlato dei cambiamenti che hanno investito, tra gli altri, anche il calcio italiano.
L'ex difensore del Napoli, Fabio Cannavaro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni della testata giornalistica El Pais: "Ero un difensore e sono italiano, ma voglio che le mie squadre giochino bene. La prima cosa è attaccare perché attaccare significa difendere. La scuola che io chiamo Guardiola, che poi ha approfittato della nazionale, ha cambiato lo stile del calcio in generale, ma ora siamo passati ad calcio molto più veloce. È più facile trovare un ragazzo di 1,90, fisicamente forte, che un talento come Messi, Xavi, Iniesta… Questi erano unici".
"Adesso per fare squadra è più facile cercare gente forte, veloce, resistente. È un altro calcio. Sai sempre cosa fa un calciatore o una squadra in tempo reale. Hai tutto controllato da uno schermo dalla panchina. Questo era impossibile fino a poco tempo fa. È un’evoluzione in cui vince chi si abitua più velocemente. Il calcio non è bianco o nero, a volte è un misto di colori, miglioriamo in alcune cose e peggioriamo in altre. Il nostro calcio è tornato ad essere un calcio interessante e si vede, ma se lo confrontiamo con quello della Premier, stanno andando ancora a un ritmo più alto. Siamo migliorati nella mentalità offensiva, ma dobbiamo capire che quando Bonucci e Chiellini saranno finiti non avremo nessuno alle spalle e faremo fatica. Sarà molto più difficile. Possono difendere in un corpo a corpo con 50 metri dietro di loro. Sono gli ultimi due grandi difensori rimasti in Italia. Come la Spagna è stata fortunata ad avere Sergio Ramos e Piqué", ha aggiunto Cannavaro.








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