Cannavaro: "Ho lasciato il Napoli per salvarlo. Vi racconto tutto"

L'ex difensore azzurro è tornato con la mente agli anni vissuti nella squadra della sua città.
Fabio Cannavaro, ex Pallone d'Oro e per anni difensore della Nazionale Italiana, con trascorsi - tra le altre - in Napoli, Parma, Juventus e Real Madrid, ha ricordato i suoi anni in Campania nel corso di 'un'intervista rilasciata ai taccuini de 'La Gazzetta dello Sport': "Qual è la prima immagine del Centro Paradiso che mi torna in mente? Raffaele Ametrano e io che guardiamo Diego palleggiare, poi gli chiediamo i suoi scarpini e lui ce li consegna. Avevo 14-15 anni. Ma la prima volta che vedo Diego è in palestra. Entra e inizia a fare canestro tirando coi piedi. Si avvicina a noi ragazzi, che lo fissavamo muti. Io, il più scugnizzo di tutti, inizio a palleggiare con lui".
A proposito del suo addio alla squadra partenopea, l'ex centrale azzurro ha poi aggiunto: "Perché ho vissuto solo tre anni al Napoli, la squadra della mia città? Andai via per salvare il club. Da ragazzino guardavo il numero di presenze di Bruscolotti, Juliano… A quei tempi era molto forte la figura della 'bandiera', a me resta il rammarico di aver fatto solo 58 partite con questa maglia. Era un Napoli in grosse difficoltà economiche, la mia cessione al Parma divenne obbligata. Non dimenticherò mai una riunione prima di una partita di Coppa Uefa a Parigi: da una parte Ferlaino, dall’altra una rappresentanza della squadra, con Policano e Mauro. C’ero anche io, e quello che sentii dire dai compagni al presidente, che era in arretrato con gli stipendi, fu veramente forte".








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