Cannavaro al Centro Paradiso: "Grande emozione, vi spiego il mio progetto. Stiamo pulendo da due mesi"
L'ex difensore del Napoli in visita al Centro Paradiso di Soccavo: "Sono due mesi che puliamo solamente e manca ancora tanto".

Fabio Cannavaro in visita al Centro Paradiso di Soccavo. L'ex difensore del Napoli ha rilasciato alcune dichiarazioni. "Per me è una grandissima emozione, io sono cresciuto calcisticamente in questo campo, con Bianchi che ci portava due giorni prima, ho avuto la fortuna di iniziare qui. Prima c'era stato il Napoli di Maradona, per me è un luogo sacro. Qui era l'unico campo in erba, non c'era ancora il concetto di sintetico. Ho tanti ricordi in questa struttura che potrei stare qui a raccontare per ore. L'idea è quello di cercare di riportarlo a vivere ancora, recuperare l'energia, usare tutti i materiali super moderni per potere fare una struttura sostenibile. Non conosco i tempi, c'è molto da fare, è chiuso da 20 anni. Sono due mesi che puliamo solamente e manca ancora, però c'è grande soddisfazione da parte mia perché, come detto prima, qui ho iniziato, ci ho messo 15 anni per acquistare questa struttura. Il sogno è quello di vedere con i bambini che giocano qui, di cercare di dare una struttura ai giovani, è difficile tirarli fuori di casa, c'è la Playstation oppure tutte le tecnologie. Cercare di fare un'accademia dove insegnare le basi del calcio, può essere il futuro".
Poi ha aggiunto: "Mazzarri? Speriamo, le prossime partite non sono semplici, sulla carta sono molto difficili, al di là dell'allenatore, che è nuovo, i giocatori dovranno tirare fuori quell'orgoglio di campioni per risollevare una situazione che non è delle migliori. Non tanto per la classifica, ma io non posso vedere la partita con l'Empoli e pensare che cinque o sei mesi prima vincevano. C'è un blocco e devono tirare fuori il meglio per avere più serenità dopo lo Scudetto".
"Su cosa deve lavorare Mazzarri? La testa è sempre quella più importante, poi c'è il concetto tecnico-tattico che uno ha e cerca di trasferire. Spalletti ha già fatto vedere qualcosa in Nazionale. Per chi conosce il mister, anche se è vecchietto, prova a fare un calcio supermoderno. Per Mazzarri nelle prossime partite sarà fondamentale l'approccio con i calciatori, c'è poco tempo".
"L'Italia di Spalletti? Ci sono stati trenta secondi di ansia nazionale. Il rigore è quando arbitro fischia. Un mio vecchio allenatore me lo diceva proprio qui, Vujadin Boskov. Mi è piaciuto, oltre alla prestazione del primo tempo dove poteva finire 2 o 3 a 0, negli ultimi 20 minuti si è visto un gruppo. Le partite vanno a momenti, c'è quello in cui domini, poi dove devi soffrire. Loro lo hanno fatto con grande cuore, da quello è possibile costruire tanto".








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