Calaiò: "Il Napoli è una squadra morta, non sa mettersi nei panni dei suoi tifosi"
Emanuele Calaiò profondamente deluso dal rendimento del Napoli nella stagione successiva alla vittoria dello storico Scudetto.

Emanuele Calaiò, ex attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Campania Sport, sulle frequenze di Canale 21. "Dopo una stagione del genere, è chiaro che le colpe sono da dividere tra società, allenatore e giocatori, però farei un distinguo di percentuali. Negli ultimi mesi, ho capito che un buon 60-70% della responsabilità è della squadra", ha affermato l'indimenticato 'arciere', dagli studi dell'emittente televisiva.
Calaiò ha poi aggiunto: "Al di là delle scelte tecniche, chi va in campo deve essere professionale fino alla fine, dare tutto per la maglia e sapersi immedesimare in tifosi che spendono soldi e ti seguono sempre, in casa come in trasferta. Questo Napoli, all'80%, è formato da calciatori molto forti, ben superiori a Frosinone, Cagliari ed Empoli, che potevi battere anche senza nessun allenatore in panchina. Questa squadra, a livello di rosa, può vincere anche senza un coach. Oggi, però, è una squadra morta".
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