Buffon: "Mai litigato con Cassano. Una volta Mazzone entrò nello spogliatoio e mi disse queste parole"

Ospite al Salone del Libro di Torino, l'ex portiere Gianluigi Buffon ha raccontato alcuni retroscena sulla sua carriera
Ospite del Salone del Libro di Torino per presentare il suo libro, Gianluigi Buffon ha ricordato la sua leadership quando era calciatore: "Ero insolente, uno scapestrato, un irriverente, ero molto sicuro di me e anche furbo. Mi sono messo a dormire sul pullman, avevo capito che i miei compagni che erano adulti, dei campioni, avevano bisogno che io dessi sicurezze e l’unico modo era dimostrare…".
"Era un modo per tranquillizzare loro. Ho pensato a tranquillizzare loro e non me. Come vivevi le partite? Nei minuti finali, le energie che sprigionano gli spettatori catturano anche te giocatore. Capisci proprio il momento quando c’è la suspence e quando c’è il boato per la parata o la gioia per il goal. Come cambia l’umore di tanta gente in un modo o nell’altro e questo è un superpotere che ho capito di avere" ha aggiunto l'ex portiere della Juventus.
Poi il retroscena su una famosa partita contro il Brescia: "Paro ogni tiro, finisce la partita, entro negli spogliatoi e c’era Mazzone con il fare di chi voleva vendicarsi e mi aspettava. Appena passo: “Oh Buffon, ma che ciao, ma che hai fatto oggi? Oggi me parevi Lazzaro perché ti rialzavi sempre".
Chiusura di Buffon su un presunto litigio con Cassano: "Tutto falso! Eravamo come gemelli. Sono cose che un po’ mi dispiacciono, ho sempre dato grande valore ai rapporti e all’amicizia. Il fatto che qualcuno volesse speculare su questo mi ha dato disagio".






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