Buffon: "Juventus clamorosa! Credo nella compensazione dopo Madrid"

Il portiere della Juventus si è detto estremamente soddisfatto della vittoria in Champions League in casa del Barcellona.
Gianluigi Buffon ha parlato nel post-partita della gara vinta contro il Barcellona. Queste le sue parole raccolte da TuttoJuve: "e' stata una grande partita? Sì, penso che per noi sia un'iniezione di fiducia non indifferente, perché alla fine, venire qua, con gli sfavori del pronostico e riuscire a ribaltare uno 0-2 dell'andata, credo che sia un qualcosa di clamoroso. Ma io sono molto fatalista e penso che le cose non avvengano per caso, credo tanto nel lavoro, nella serietà e credo anche in una compensazione nella vita. In una delle ultime partite della Juve avevamo vinto 0-3 a Madrid e poi finì 1-3. Invece questa è finita 0-3 e secondo me arrivando primi in questo girone un piccolo vantaggio ce l'abbiamo. Contro il Benevento era un'altra Juve perché ci servono grandi avversari per esaltarci? Ma non è una questione di stimoli, è una questione di percorso, nel quale ci sono alti e bassi e inevitabilmente prima di trovare una certa continuità devi passare da partite un pochino sottotono, se non negative, ad altre esaltanti".
Buffon ha poi aggiunto: "Io credo che la nostra forza, il nostro obiettivo, deve essere quello di trovare al più presto un'identità ben precisa, un'anima ben precisa, perché poi senz'anima non si può vincere neanche a biliardino, quindi secondo me ogni tanto riusciamo ad esprimerci al massimo delle nostre potenzialità, anche dal punto di vista del temperamento, e ogni tanto invece latitiamo. Se troviamo questa continuità siamo una squadra forte. Il gruppo è più coeso rispetto all'anno scorso? No, guarda, non è giusto secondo me fare paragoni e sarebbe ingeneroso con i ragazzi che sono andati via quest'anno e con lo staff tecnico che c'era l'anno scorso. Io credo che ogni stagione sia un discorso a se stante, di conseguenza, è chiaro che anche nel parlare c'è da trovare una nostra vera identità e continuità, perché anche la parola in campo è un aiuto al compagno, che può fare bene e alla fine diventa contagioso questo aspetto. Se riusciamo a migliorare anche in quello superiamo un altro step".







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