Buffon: "Il Mondiale è un sogno, posso farcela! Parma come la Juventus nel 2006"

Il portiere si è ufficialmente presentato al Parma, si tratta di un ritorno a distanza di ben 21 anni dall'ultima esperienza.
Gianluigi Buffon è carico come non mai. Il portiere si è ufficialmente presentato in conferenza stampa al Parma. "Con questa scelta, l’unico messaggio che ho dato a me stesso, e non agli altri, è quello di conoscermi profondamente e sapere che se non ho coinvolgimento emotivo in quello che faccio, le cose non mi riescono perfettamente come sono abituato. In città non sono ancora stato, sono stato allo stadio e la prima emozione è che sono passati vent’anni ma mi sembrava ieri. Mi è venuta emozione, orgoglio, anche malinconia perché sono fatto vecchio. Un messaggio ai tifosi? Un messaggio semplice, che la scelta di tornare arriva perché ho il desiderio di condividere con Parma tutta quelli che saranno i risultati della squadra, che spero siano importanti. Nella mia scelta, la loro posizione è stata predominante. Gli attestati di stima sono sempre arrivati quando tornavo, ed ero sempre toccato e mi ha fatto piacere. Io allo stesso modo ho sempre parlato del Parma in maniera entusiastica, ho dato ai parmigiani quanto meritavano".
"La verità è che in tutte le squadre in cui sono stato sono sempre stato un elemento aggregante, lungi da me dal diventare qualcosa di divisivo, perché altrimenti sarei svanito al primo minuto. Il rispetto, l’amore, la stima vanno conquistati, e da tanti lo sento. Mi sono arrivati tanti messaggi, e mi hanno influenzato. Nel 2006 scelsi la Juve, non la Serie B, ma scelsi la Juve, perché potevo andare ovunque da campione del Mondo. Nel 2021 scelgo il Parma, non la B. Il pallone è tondo, le vittorie valgono tre punti, e chi subisce meno gol torna in A. Io mi diverto sempre, ed è la passione di quello che faccio e che ho dentro, finché l’avrò continuerò. Il 2006 per me fu un anno divertente, ma anche per molti ragazzi che lo hanno condiviso con me. Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Chiellini, Marchisio, Nedved ci siamo riappropriati di una dimensione calcistica che ci ha avvicinato al calcio. Noi in quella stagione eravamo talmente forti che potevamo fare i globetrotter, e ricordo anche che nelle prime dieci gare il calarsi in una mentalità diversa ci risultò difficile. Pareggiammo qualche partita, e questo mi fa alzare le antenne sin da adesso. So a cosa si andrà incontro, ci vorrà molta umiltà e determinazione. Mondiali 2022? Non possono essere un mio obiettivo, perché alla fine è iniziato un corso nuovo, di giovani e credo che un allenatore che sta facendo benissimo come Mancini deve avere la serenità di chiamare chi vuole e i giocatori che gli diano più fiducia. Si arriva fino al 2022 all’ottimo livello, cosa faranno gli altri è una loro libertà, io fino al 2023 chiedo grandi prestazioni. Se non ci riuscirò amen, questa è la sfida che ho lanciato a me stesso. Più che un obiettivo è un sogno”.






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