Buffon e la rovesciata di CR7: "Dopo il gol mi disse testuali parole, mi sono messo a ridere"

Gigi Buffon ha raccontato un retroscena inedito su Cristiano Ronaldo, dopo il famoso gol in rovesciata contro il Real Madrid in Champions League.
Gigi Buffon, ex portiere della Nazionale e della Juventus, ha parlato allo Speciale Tg1 "Senza rete", soffermandosi sulla sua lunga carriera da calciatore: "Ho dedicato ogni energia al calcio, ma come tutte le storie belle è giusto che finiscano e ci si saluti senza rancore ma con solo bei ricordi. Negli ultimi anni ho giocato per tante ragioni. Per parecchi obiettivi personali e per alcuni valori e per riconoscenza. Caso Scommesse? Come è successo spesso nella vita ho pagato in prima persona a caro prezzo e mettendoci la faccia come è giusto che sia. Però mi ha fatto crescere perché quando sbagli e ci metti la faccia in prima persona secondo me in quel momento capisci gli errori che fai, come li fai e come non commetterli più".
Quale avversario hai temuto di più?
"Ce ne sono stati tanti. Quelli che mi hanno fatto tanti gol sono Vieri e Cristiano Ronaldo. Ogni volta che mi vedeva mi segnava. Aveva un cinismo e una qualità realizzativa fuori dal comune. La rovesciata di CR7? Nello stupore generale i tifosi della juventini, con grande sportività, si sono alzati ad applaudirlo e mentre tornava a metà campo, vedendomi incredulo, si è avvicinato e mi ha detto testuali parole: "Beh a 33/34 anni, non male eh Gigi?". A quel punto io mi sono messo a ridere perché veramente il suo modo sfacciato di rappresentarsi che poi alla fine rappresentava la realtà non è che rappresentasse qualcosa di diverso".
A 25 anni hai incontrato la depressione che segnali ti ha dato?
"Segnali di grande pigrizia mentale e fisica ed essendo semrpe un'entusiasta qualche giorno di down me lo sono sempre concesso e l'ho ritenuto fisiologico. Poi questa cosa qua vedevo che si protraeva nel tempo e incominciava a diventare un mese o due mesi e a quel punto mi sono impaurito perché non mi sentivo di essere più il Gigi che conoscevo. Quindi ho cercato in qualche modo di aiutarmi in modo naturale, parlandone con le persone a me care senza aver nessun tipo di pudore. L'unico modo per non incorrere in questi momenti è quello di far lavorare il cervello e far lavorare la fantasia e l'interesse e quindi di seguire dei filoni stimolanti che possano farti uscire da questo stato di torpore. Poi a Torino c'era una mostra di Chagall e mi ha dato grande emozione. Il giorno dopo sono tornato a questa mostra perché mi ha dato tante energie positive e devo dire che sono stato meglio ed è stato un primo passo per uscire da questo buco nero".






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