Bruno Conti, il retroscena su Cassano: "Morì il Papa, Antonio mi fece arrabbiare. L'ho rovesciato..."
In un'intervista su La Repubblica l'ex calciatore Bruno Conti ha raccontato un aneddoto su Antonio Cassano.

Intervistato in esclusiva da La Repubblica, Bruno Conti ha ricordato anche i trascorsi sulla panchina della Roma: "Non l’ho allenata, l’ho traghettata. Nel 2005, il giorno del mio compleanno, ero a Cagliari a trovare i nipotini. Mi telefonò Rosella Sensi".
"E mi disse: “Abbiamo fatto una riunione e abbiamo pensato a te per guidare la Roma”. Ho capito cosa dovevo fare in quel momento. Ma è stato un anno particolare, ci siamo salvati a Bergamo con un gol di Cassano, avevamo davvero paura di retrocedere. E c’è un episodio…Quell’anno morì il Papa e invitarono tutta la squadra in Vaticano. Convocammo i giocatori per dirglielo" ha continuato l'ex bandiera giallorossa.
Poi il retroscena su un ex calciatore di quella rosa: Intervenne Antonio Cassano: “Ma è obbligatorio venire?”. Io già un po’ arrabbiato, risposi: “Assolutamente no, se non vuoi venire, non vieni”. Dopo un po’ lui fa: “Però se non vengo non vorrei che poi i giornalisti…”. Non vi posso dire quello che gli ho detto, l’ho rovesciato. Ma con Antonio c’è un affetto profondo, ci vogliamo ancora oggi un bene dell’anima".
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