Borriello: "Io indagato per la statua di Maradona: vi spiego il motivo"

Ciro Borriello, ex assessore, ha parlato al quotidiano Repubblica della vicenda che lo vede indagato per quello che concerne la statua di Diego Armando Maradona.
L'ex assessore Ciro Borriello ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano Repubblica in cui spiega il motivo per cui risulta indagato sulla vicenda della statua di Maradona: "Non ho nulla di cui pentirmi, non sono stato superficiale e anche se dovessi essere rinviato a giudizio non mi dimetterei da consigliere comunale eletto nel M5s". Ciro Borriello, l’ex assessore indagato per turbativa d’asta, è finito nell’inchiesta sulla realizzazione della statua di Maradona, filone di indagine diverso scaturito dall’inchiesta per devastazione, relativa agli incidenti esplosi a Santa Luca il 23 ottobre del 2020 per influire la decisione con minacce e violenze, così ipotizza la Procura, sulla decisione del governatore Vincenzo De Luca che stava valutando la possibilità di istituire un nuovo lockdown per arginare il Covid.
Borriello ha poi aggiunto: "Secondo la Procura sulla statua di Maradona avrei condizionato la procedura amministrativa diretta a stabilire il contenuto del bando del Comune e la gara di aggiudicazione. Tutto questo solo perché un soggetto con cui non ho avuto nulla a che fare sarebbe entrato in contatto con Domenico Sepe, l’artista che subito dopo la morte di Maradona venne da me e disse che voleva fare una statua, anzi che l’aveva iniziata a realizzare. E gli risposi “bravo”. Dopo sette-otto mesi si ripresentò e mi disse che la voleva donare al Comune di Napoli e noi l’abbiamo accettata. Tutto qui".






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