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Bonolis: "Calcioscommesse e tecnologie, troppa manipolazione. Napoli appagato, ma tornerà"

Paolo Bonolis, conduttore televisivo, ha fatto il punto sul calcio italiano ai microfoni di Radio Amore Campania.


Luca CirilloLuca CirilloGiornalista

18/10/2023 15:20 - Interviste
Bonolis: Calcioscommesse e tecnologie, troppa manipolazione. Napoli appagato, ma tornerà

Paolo Bonolis, conduttore televisivo tra i più apprezzati, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Amore Campania (con la collaborazione di Areanapoli.it) nel corso della trasmissione "I Tirapietre" condotta da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno. Queste le sue parole: “Come si sta senza Serie A? Tutto sommato bene perché l’offerta calcistica è tale che le partite non mancano mai. E quando non ci sono del tutto, c’è mio figlio che gioca e vedo lui (ride, ndr). Cosa immagino per il futuro? Il mio pensiero va alle cose belle, positive. Potendo scegliere cosa immaginare, è chiaro che focalizzerei l’attenzione a quel che non mi disturba. Chi è incline al voler vivere di emozioni, sa bene che ci sono cose belle e brutte: a quelle belle dai tutto il peso possibile, a quelle brutte molto meno e resti in uno stato di speranzosa soddisfazione. Questo in linea generale, mentre in linea particolare non sono molto fiducioso, nel senso che la manipolazione tecnologica non credo porterà a qualcosa di buono. Quanto mi disturba il calcioscommesse? Le nuove generazioni sono state artatamente nel tempo manipolate e portate verso una ossessività dei risultati, con una tecnologia talmente esasperata ed a portata di mano che è facile immaginare ci possano essere deviazioni e delle uscite di strada. Non darei troppo peso a quanto sta accadendo, farei capire che è sbagliato, non sarei così grave nel punire, ma sarei più attento ad educare".

Poi ha aggiunto: "Ci stiamo trasformando in un mondo di guardoni: spiamo tutto e tutti dal buco della serratura per sapere per primi le cose e ripotare a tutti prima possibile prendendoci poi il merito di chissà quale investigazione. Personalmente credo che questa cosa non inciderà sul nostro calcio perché se fosse davvero estesa manderebbe a carte quarantotto parecchie società, tanti calciatori e la stessa nazionale. Secondo me in ogni cesto ci sono mele ben riuscite ed altre che hanno bisogno di cura e di essere messe in condizione di essere mangiate. Questo spero sarà il percorso che verrà fatto senza andare già con scure e martello perché stiamo parlando di ragazzi e di un patrimonio sportivo che va tutelato, ed anche perché i fatti dicono che ci sono in gioco dinamiche figlie di un pregresso tecnologico socialmente aggressivo di cui non sono loro i responsabili, ma le vittime".


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Inoltre ha proseguito: "Quale tecnologia utilizzo di più? Il telegrafo (ride, ndr). Sono addietro: sto parlando con voi da un Nokia. Credo siamo rimasti in quattro ad usarlo, ovvero io ed altri tre narcotrafficanti (ride, ndr). Preferisco la dimensione tridimensione che mi avvolge da quando sono nato, piuttosto che quella bidimensionale dello schermo. Depressione delle nuove generazioni di cui parla Forgione? Buona parte è anche figlia di un eccesso di informazione. Le cose che stanno accadendo oggi, in contesti differenti e in epoche diverse, sono sempre accadute, solo che ora ci vengono proposte continuamente come uno tsunami continuo e morbosamente esasperato perché la notizia deve essere data da più fonti. E poi le notizie vanno vendute, non date, quindi più morbosa è e costruita, meglio si vende e si è seguiti. C’è una voracità instillata nelle nuove generazioni che devono sapere tutto e subito, e in continuazione: questo porta ad uno stato d’allarme esistenziale costante che non può fare bene".

E sul calcio: "Inter? Al Napoli si è rotto Osimhen, a noi Arnautovic, stiamo messi un po’ meglio noi (ride, ndr). Il campionato è aperto, difficile dire chi vincerà. Il Napoli ha vissuto una indigestione fortissima di vittorie, risultati ed entusiasmo nel corso di una stagione memorabile. Ci sta che ci possa essere un certo torpore quest’anno nelle intenzioni, bisogna avvertire nuovamente quella fame che ha caratterizzato la cavalcata scudetto. E’ difficile che tutto possa proseguire con la stessa intensità entusiasta con cui si era chiusa la scorsa stagione. Psicologicamente è comprensibile. E poi mi sembra che è cambiato qualcosa in difesa dove si è passati da Rrahmani-Juan Jesus ad Ostigard-Natan, poi è mancato Kim che era molto forte anche nel tenere alta la squadra, è cambiato l’allenatore… insomma sono cambiate tante cose e ci sta che uno si senta un po’ appagato e non abbia più quella stessa dirompente ferocia. Ma tornerà”.


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Luca CirilloLuca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.

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