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Boniek: "Tengo alla Roma più della Juve". Su Agnelli: "Quando parlava con me..."

Le parole di Bonierk: "Quando Agnelli parlava a me e Ceferin in seno all'Uefa, non faceva trasparire segnali di tradimento... Non sono un antijuventino".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

05/03/2023 10:13 - Interviste
Boniek: Tengo alla Roma più della Juve. Su Agnelli: Quando parlava con me...
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Zbigniew Boniek venerdì ha compiuto 57 anni. L'ex calciatore ha parlato di Roma-Juventus in una intervista al Corriere dello Sport: "Sono più legato alla Roma perché è stata la mia ultima squadra. E quando mi sono ritirato, invece di tornare in Polonia, ho preferito rimanere in città a vivere. È normale legarsi a un posto più che a un altro. Ma ho tanti amici anche dall’altra parte. Chi mi cataloga come antijuventino non mi conosce".

Su Dybala: "Si è sentito trascurato e poi è stato mollato dalla Juve. Ora sono felice che stia facendo cose belle nella Roma. Non sono d’accordo però sulla definizione di faro della squadra: Dybala è un giocatore di qualità che concretizza, se sta bene, ma non è un trascinatore". 

Su Zaniolo: "Mi dispiace che sia finita così. Nicolò è stato gestito male, la Roma non ha colpe. Non capisco questa logica del calcio contemporaneo secondo cui i contratti si debbano per forza rinnovare due anni prima della scadenza. Ora si parla di prolungamento anche per Mourinho. Ma perché? Prima si ottengono i risultati, poi si decide se continuare insieme. E attenzione: io spero che José rimanga il più a lungo possibile a Roma".

Meglio Mourinho o Allegri? "Non si può discutere con i numeri: la bacheca di Mourinho parla chiaro. Però io non so scegliere. E allora uso il gergo ippico di Allegri: serve il giudice d’arrivo per decidere chi sia più bravo riguardando il fotofinish. È un duello di cortomuso".

Sulla vicenda Juventus: "Spero che la squadra non paghi certi errori dei dirigenti. Ma potrebbe succedere: già c’è una penalizzazione. Andrea Agnelli si è infilato dentro i problemi da solo. Pensa alla Superlega. Quando parlava a me e Ceferin in seno all’Uefa, non faceva trasparire segnali di tradimento… Anche perché la Champions League è già una Superlega, che però premia il merito sportivo. Non siamo negli Stati Uniti. Un tifoso non accetterebbe un torneo a inviti".


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