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Biasin: "Conte-Napoli, addio reciproco. Allegri aziendalista. La mia favorita al Mondiale. Maradona epica del calcio"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Biasin: Conte-Napoli, addio reciproco. Allegri aziendalista. La mia favorita al Mondiale. Maradona epica del calcio

Fabrizio Biasin ha parlato ai microfoni di AreaNapoli.it. Dalla Serie A ai Mondiali per passare fino a un confronto tra Maradona e Messi.


Tra Mondiali e calciomercato il pallone non si ferma mai. Nazionali e club sono in piena attività, compreso il Napoli che sta lavorando per la nuova stagione dopo l'epopea di Antonio Conte. La redazione di AreaNapoli.it ha contattato Fabrizio Biasin, giornalista tra i più affermati e riconosciuti in Italia. Tanti gli argomenti trattati nel corso dell'intervista.

Fabrizio Biasin ai microfoni di AreaNapoli.it

Fabrizio, partiamo dal Napoli. Se guardiamo alle aspettative iniziali, la stagione è stata una mezza montagna russa, pur avendo chiuso al secondo posto. Nella bilancia degli alti e bassi di quest'anno, cosa ha pesato di più secondo te? I troppi infortuni evocati anche da De Laurentiis, i limiti storici di Conte nella gestione del doppio impegno o un mercato che non ha convinto del tutto? "Tutti questi elementi messi assieme hanno generato un risultato finale ma se devo fare una classifica la quantità di infortuni è stata preponderante sul risultato finale e sulla poca capacità di lottare per lo scudetto. Poi bisogna domandarsi da cosa sono dipesi questi infortuni. C'è sicuramente una componente legata alla sfortuna ma nel 2026 non si può non pensare che ci sia stato anche qualcosa legato alla gestione della forza lavoro. Quindi la responsabilità è anche di chi gestisce il gruppo". 


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L'addio di Conte al Napoli

"Per la prima volta è stata una separazione naturale perché storicamente quando Conte arriva alla rottura ci sono sempre frizioni di un certo tipo e quindi tensioni. In questo caso credo che la separazione sia stata gestita in una maniera molto più sana. Il motivo lo individuo nella volontà reciproca di arrivare all'addio. Da una parte, Antonio Conte probabilmente pensava di aver dato tutto nella sua esperienza napoletana ma soprattutto dall'altra parte c'è De Laurentiis che non aveva intenzione di andare avanti con una terza stagione fatta di investimenti di un certo tipo e sofferenza nel non poter intervenire dal punto di vista comunicativo. Lo sappiamo perfettamente che in questi due anni si è trattenuto. Credo che entrambe le parti volessero arrivare alla separazione ed è stato tutto più naturale oltre che facile". 

Quale scenario vedi per il futuro di Antonio Conte? 

"Se mi avessi fatto questa domanda l'altro giorno ti avrei dato quasi per scontato l'anno sabbatico. Si, c'era una possibilità legata alla Nazionale ma in questo momento sembra che ci siano altri nomi in pole position. Ma quello che è successo alla Juventus con il cambiamento di vertici, lascia una possibilità ad Antonio Conte. Non così concreta perché Carnevali non credo che arrivi alla Juventus facendo uno stravolgimento del genere e poi c'è il contratto rinnovato da Spalletti che è piuttosto solido. C'è una piccola possibilità e la teniamo aperta. Molte volte nuovo amministratore delegato vuol dire anche nuovo allenatore. Ma Spalletti dobbiamo considerarlo un vecchio o un nuovo allenatore? Forse è ancora un nuovo allenatore e non verrà cambiato. Ma la situazione va sicuramente monitorata con questo avvicendamento societario". 

Lo sbarco di Allegri al Napoli

"So che ci sono diversi allarmismi rispetto a questo tipo di scelta se verrà confermata. Ancora non abbiamo certezza visto che Allegri si deve liberare dal suo vecchio contratto ma diamo per scontato che sia il nuovo allenatore del Napoli. Non sono tra quelli che pensa che sia una scelta al ribasso o così pericolosa. Al netto del fallimento sportivo che ha vissuto il Milan nel finale di stagione (e questo è indiscutibile), penso che Allegri continui ad essere un allenatore che dia un certo tipo di garanzie. Magari non dal punto di vista del gioco. Ma bisogna sottolineare che non ha proposto un grande gioco in società che non gli hanno dato il materiale necessario per fare un certo tipo di calcio. Credo che a Napoli, soprattutto se la rosa dovesse rimanere questa anche con qualche fisiologico cambiamento, abbia tutti gli strumenti per fare qualcosa di più. Mi immagino che il Napoli possa fare qualcosa di buono con Allegri anche se è evidente che tutto passi dagli incastri di mercato. La mia idea è che De Laurentiis abbia scelto Allegri anche perché è da sempre un tecnico aziendalista. Lo dico in termini positivi. Non impone troppi investimenti e si fa andare bene il materiale a disposizione. Mi immagino così un rapporto sereno tra le parti e che il Napoli sia ancora tra le squadre più importanti in Serie A". 

Capitolo Lukaku-Napoli

"Sappiamo che Lukaku ha ancora un anno di contratto e si potrebbe fare forza con quello. Ma con Romelu siamo un po' alle solite storie, è un film già visto. Un certo tipo di scontri e problemi li ha avuti in quasi tutti gli ambienti dove si è trovato a lavorare. Non è caso che è successo sempre quando lui ha perso la centralità. Fino a quando è stato il faro della squadra, si è sempre comportato molto bene. Nel momento in cui il leader è diventato un altro come Lautaro all'Inter o quest'anno Hojlund al Napoli che gli ha preso il posto, Lukaku smette di essere parte del progetto. Da questo punto di vista Allegri è uno bravo a caricare i suoi giocatori ma non so quale sia l'intenzione della proprietà. La mia sensazione è che se De Laurentiis potesse liberarsi dell'ingaggio così ingombrante di Lukaku, lo farebbe volentieri".

I meriti di Chivu all'Inter

"Chivu è stato veramente bravo dal punto di vista psicologico. Ha fatto una cosa che sinceramente non mi aspettavo. Pensavo che ci potessero essere molti più problemi a livello di gestione di un gruppo forte ma che era sportivamente traumatizzato dopo il finale di stagione. Lui è stato capace di risvegliare nel gruppo la volontà di vincere e non è una cosa così scontata. Direi che è stato un bravo psicologo oltre che un bravo allenatore e mi ha sorpreso. Però non mi piace fare un confronto con chi c'era prima ma dico che è il frutto di una strada che è stata intrapresa a partire da Spalletti. Poi è arrivato Antonio Conte che ha fatto salire il livello, Inzaghi lo ha fatto salire ulteriormente giocando un calcio meraviglioso. Alla fine arriva Chivu che in maniera molto intelligente non sceglie di cambiare rotta ma mette solo dei correttivi e nuove idee ad un gruppo che aveva solo bisogno di essere rinfrescato da quel punto di vista. Vedo una linea di continuità in tutto questo percorso e credo che il punto di forza dell'Inter non siano solo gli allenatori ma anche tutta le gestione dirigenziale". 

Inter già favorita per lo scudetto?

"Credo che ogni valutazione fatta a giugno abbia poco valore. La verità è che siamo ancora alla fine di questa stagione con un Mondiale che di fatto spezza in due anche l'inizio della prossima. Ma ti posso dire che l'estate scorsa ero negativo sulle ambizioni dell'Inter vista come era finita la stagione e mi sono sbagliato visto che Chivu ha fatto un certo percorso. In questo momento, la sensazione è diversa visto che la concorrenza più prossima sta vivendo un cambiamento dirigenziale. Menziono soprattutto il Napoli che ha un grande potenziale. Ma attenzione anche al Como che non mi sorprenderebbe se facesse ancora qualcosa di importante e alla Roma con il secondo anno di Gasperini. Poi bisogna vedere se Carnevali è capace di dare una bella impronta alla Juventus sin da subito e sul Milan in questo momento è difficile essere ottimisti visto che sembra abbandonato a se stesso". 

Chi vincerà i Mondiali? 

"La mia favorita o quantomeno la squadra che credo che possa arrivare fino in fondo è la Spagna di Yamal. Ha un impianto molto collaudato e dispone del calciatore più forte al mondo per distacco, Lamine Yamal. Queste due cose mi fanno pensare che possa essere la candidata alla vittoria finale. Anche se in un Mondiale a 48 può capitare qualsiasi cosa. Come sorpresa mi piacerebbe che un'asiatica, e nello specifico dico Giappone, magari potesse arrivare almeno ai quarti. La motivazione è che mi sembra un calcio molto tecnico e moderno allo stesso tempo. Mi sembrano una squadra ben allenata e con una bella idea di calcio. Ti direi quindi Giappone". 

Il calciatore più forte della storia

"Inserisco sicuramente Maradona, Messi e Pelé. Ma se ti devo dire un calciatore che mi ha dato di più non posso che nominare Ronaldo il Fenomeno. Anche se ha avuto una carriera meno lunga rispetto agli altri, ti citerò sempre il brasiliano perché è stato forse il primo calciatore moderno. Quello capace di associare alla tecnica sia la velocità che la fisicità. L'ho visto varie volte dal vivo e mi ha impressionato". 

La scelta tra Messi e Maradona? 

"Se devo scrivere un libro, un film o raccontare una storia, sceglierò sempre Maradona perché porta dentro un'epica del calcio che ha sempre avuto nel dna come pochissimi altri calciatori. Se pensiamo al murales o quanta gente va ancora a pregare al suo santuario. Dal punto di vista del giocatore, dell'uomo e di tutto quello che si è portato dentro non posso che dirti Maradona. Ma se parliamo di carriera e capacità di essere continuo nel tempo allora ti dico Messi che da quasi venti anni riesce ad essere sempre protagonista. E se dovesse farlo anche in questo Mondiale. forse diventerebbe irraggiungibile. Però Maradona è l'epica del calcio", ha concluso Biasin ad AreaNapoli.it. Ringraziamo Fabrizio per la disponibilità. 


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Giuseppe Biscotti
Laureato in economia aziendale, è giornalista pubblicista dal 2021. Nato e cresciuto a Caserta, collabora dal 2017 con testate online. Segue il calcio con esperienze da inviato negli stadi di Serie A.

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