Bianchi: "Penso a Maradona con tristezza. Non 'tifo' Napoli, ma la cittā č nel mio cuore"

L'ex allenatore del Napoli, Ottavio Bianchi, ha rilasciato alcune dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport toccando vari argomenti.
Ottavio Bianchi, mister del primo scudetto del Napoli, festeggia il suo ottantesimo compleanno. Ecco le sue parole alla Gazzetta dello Sport: "La squadra più forte in cui ho giocato è stata il Napoli. Avrei potuto vincere lo scudetto già allora, nel 1968, ma arrivammo secondi dietro il Milan. Con me c’erano tanti campioni, da Altafini a Sivori, da Juliano a Zoff, che considero il numero uno in tutti i sensi, un hombre vertical come si dice adesso".
Come ricorda Maradona?
"Con grande tristezza per la sua fine. Sento ancora il suo preparatore Signorini e anch’io dico che con Diego farei il giro del mondo, con Maradona no".
Che ricordo ha di Napoli?
"Napoli e i napoletani sono nel mio cuore. Lì ho ancora tanti amici e io dico che Napoli non è quella dei luoghi comuni. Per me ha rappresentato una lezione di vita, perché a Napoli sono stato rispettato da tutti come uomo, prima che come giocatore o allenatore. Napoli è unica, per la cultura, il senso dell’umorismo, la raffinatezza. Io sono fortunato perché l’ho vissuta in due epoche diverse".
Il suo Napoli subito dopo lo scudetto ha sfiorato il bis e vinto la Coppa Uefa, questo invece è già staccato da Inter e Milan e ha perso con il Real Madrid in Champions
"Un calo fisiologico era prevedibile, ma è presto per giudicare, bisogna aspettare almeno dieci giornate di campionato. E comunque, anche se non mi piace il fatto che abbia preso tre gol in casa, contro il Real Madrid ha giocato molto bene, per cui è ancora in corsa su tutti i fronti, in campionato e in Champions".
Tiferà Napoli nella volata scudetto?
"La parola tifo non c’è nel mio vocabolario. Posso dire, però, che lo seguo sempre con simpatia".
Che idea si è fatto delle polemiche attorno a Osimhen?
"Non mi piace parlare di cose che non conosco. Dico soltanto che Osimhen è unico e ha già dimostrato il suo valore. E in generale aggiungo che occorre il rispetto dei ruoli, perché il giocatore deve fare il giocatore mentre l’allenatore fa l’allenatore".
Condivide la scelta di Spalletti che non ha voluto continuare?
"Probabilmente aveva capito che vincere ancora era più difficile. Adesso è in Nazionale e gli mando un grosso in bocca al lupo, perché in Italia ci sono troppi stranieri e se i nostri ragazzi di 18-20 anni non trovano spazio, nemmeno lui potrà fare miracoli. Bisognerebbe azzerare tutto, altrimenti non ne veniamo fuori e si darà sempre la colpa agli allenatori senza risolvere il problema".
Prima della sosta per la Nazionale, domenica c’è Napoli-Fiorentina: le ricorda qualcosa questa partita?
"Grazie a quell’1-1 in casa abbiamo vinto lo scudetto, ma ormai sono passati tanti anni anche se non vorrei ricordare quanti ne compio. Nessuna festa, quindi, ma una semplice cena con i figli, perché le feste di compleanno si fanno soltanto ai bambini".








Nuovo allenatore Napoli, Italiano o Allegri: le ultime news
Italiano al Napoli, ci siamo: quando si chiude, budget e acquisti
ESCLUSIVA - Nuovo allenatore Napoli, le richieste di Italiano
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
