Berruto: "Nostri campionati pieni di giocatori scarsi. Marani unico ad aiutare settori giovanili"

Mauro Berruto ha parlato dei problemi del calcio italiano soffermandosi sul progetto Zola che aiuta i settori giovanili nelle serie inferiori.
Ai microfoni di Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio è intervenuto Mauro Berruto, allenatore di pallavolo e politico italiano, grande amico dell'ex allenatore del Napoli, Antonio Conte, per parlare dei problemi che vive il movimento calcistico italiano.
"Nostri campionati pieni di giocatori scarsi"
Come sta rispondendo la politica sul fallimento della Nazionale? "La mia commissione si occupa di cultura e di sport, abbiamo avuto un paio di interessanti incontri. Uno con Ezio Simonelli. Non so come riportare ciò che ha detto Simonelli. Si è seduto in quella commissione, in cui in una ventina di minuti ha magnificato il campionato di Serie A. E come la Lega abbia ispirato altre leghe. Sembrava un discorso di un signore di un altro pianeta. Ho fatto i complimenti per il suo coraggio. Ha fatto anche un elenco di richieste alla politica. Il decreto per il quale ci sono vantaggi fiscali per i cervelli italiani all'estero. Ma quella legge viene interpretata in maniera grottesca dal calcio italiano. Perché allarga al rientro in Italia da "eccellenze" che giocano all'estero con benefici fiscali. Questo decreto è stato applicato in modo grottesco, perché non ha riportato grandi campioni, ma è stato utilizzato per riempire le prime squadre e i settori giovanili di stranieri mediocri. Non servono 300 giocatori forti per fare una Nazionale forte. Ma servono 30-40 che giocano nel miglior campionato possibile. Il problema è che i nostri campionati sono pieni di giocatori scarsi".
"Marani unico ad aiutare settori giovanili con progetto Zola"
Poi aggiunge: "Marani, presidente della Lega Pro, è l'unico che ha fatto qualcosa per aiutare i settori giovanili con il progetto Zola. Il Consiglio dei Ministri ha emesso il nuovo decreto stornando l'1% alla Lega Pro che serviva a finanziare il progetto Zola per destinarlo al calcio professionistico femminile di Serie A. Cosa nobile, giusto aumentare l'attenzione del calcio femminile, ma questa è un'azione da Robin Hood al contrario. Non c'è un euro in più rispetto a prima. Ma i soldi vengono solo spostati. Nessuno si illuda che cambiare il nome del Presidente cambi tutto. C'è un lavoro da fare, ma io non sono ottimista".
"Quando ero giovane si entrava gratis negli ultimi 15 minuti allo stadio"
Questione trasferte vietate? "Ho una carriera di 3 anni e mezzo di parlamento e 26 anni di sport. Io due anni fa ho depositato una richiesta di indagine conoscitiva che è nel cassetto ad ammuffire, ma anche una sui fenomeni della violenza legati agli avvenimenti sportivi. Ho scoperto che la mia richiesta non è stata accolta e non c'è mai stata nella storia Repubblicana una commissione di inchiesta su questi fenomeni. L'unica commissione che si occupa di queste cose è l'antimafia, che si occupa di storie mafiose nelle curve. Diventa difficile affrontare il tema: qui il grande tema è restituire il calcio a chi lo ama. Quindi diventa più facile vietare, impedire, come se lo stadio fosse irraggiungibile. Si mettono insieme un po' di cose. Quando ero giovane, negli ultimi 15 minuti si entrava gratis allo stadio".






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