Benassi: "Sono stato indagato 4 anni per calcioscommesse, Lecce-Lazio partita incriminata"

Massimiliano Benassi, portiere del Montevarchi, ha rilasciato una intervista sulle indagini per calcio scommesse.
Massimiliano Benassi, portiere del Montevarchi, ai microfoni di TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, ha parlato della situazione che ha vissuto con il calcioscommesse: "Per le vacanze c'è tempo, è da troppo tempo che non lavoriamo a causa del Covid. Purtroppo la Serie D è stata chiusa, e nel frattempo sto studiando perché tra qualche mese ho 39 anni... Anche se la voglia è sempre quella di un ragazzino, grazie a Dio. Non ho vergogna a dire che il calcio è una parte della mia vita, a volte per via di quello non ho dormito. Il mio sogno da incosciente era quella di arrivare in Serie A, e ho dovuto affrontare una carriera piena di pregiudizi ed ostacoli a causa della statura: sono l'ultimo portiere più basso di 1,80 ad aver giocato in A. Il segreto è stato avere più passione degli altri, io poi ho fatto un percorso strano: a 20 anni ero in Serie D, a 30 in Serie A. All'inizio ho avuto la fortuna di avere un maggior margine d'errore: rispetto a tanti altri è stato un cammino più difficile, ma doveva essere così. Hanno provato anche a farmi smettere: oggi le società hanno interessi nel fare giocare tanti giovani, forse anche chi non lo merita... Non dico che non siano bravi, ma il punto è che i giovani, se sono bravi, giocano. Succedeva anni fa, è così e sarà sempre. Quando non potranno più essere girati dalle squadre forti alle categorie inferiori, non troveranno più squadre. Queste regole non giovano a nessuno: tutti lo sanno, ma nessuno le cambia".
Fu espulso, peraltro, nella gara d'esordio in Serie A.
"Gioie e dolori, perché purtroppo quella partita mi ha causato tantissimi problemi. Come portiere è giusto che mi possano giudicare, come professionista ho sempre pensato che nessuno potesse permettersi. Per Lecce-Lazio sono stato indagato per quattro anni, ho superato quattro processi e poi alla fine, com'era giusto, sono uscito pulito. Avevo due-tre squadre su di me, ma purtroppo ero sotto indagine e niente... Come tanti altri in quel periodo, siamo stati messi in mezzo a questioni di calcioscommesse con troppa facilità. Ormai è alle spalle, anche se certe cicatrici sono difficili da rimarginare. Solo il pensiero che ci fosse del dubbio su di me, mi mandava in bestia. Mi sono portato dietro un fardello pesante mentre giocavo, e neanche al mio peggior nemico auguro di passare un giorno com'è successo a me".






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