Bellinazzo ricorda: "I miei volevano chiamare i Carabinieri il 10 maggio '87"

Marco Bellinazzo ha parlato del Napoli soffermandosi sulla sua fede calcistica ricordando un aneddoto riguardante il primo scudetto azzurro.
Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore ed autore del libro 'Il Napoli di Maradona', ha rilasciato un'intervista a Radio Goal, in diretta su Kiss Kiss Napoli: "Oggi è il Natale per i tifosi del Napoli, ma non solo per loro. C'è questa meravigliosa storia di un calciatore che non è stato appannato dal terzo scudetto del Napoli. Sono andato in pellegrinaggio al murale di Maradona che è il santuario di questa città. Oggi Napoli ha ritrovato l'orgoglio e nel mio libro ho raccontato che l'orgoglio va al di là della vittoria sportiva. La trattativa per portare Maradona a Napoli? Ci sono tanti aneddoti, ma ci vorrebbe un'intera bibliografia per raccontare tutto".
Inoltre, Bellinazzo, aggiunge: "Ancora oggi i tifosi del Napoli non riescono a comprendere che il calciatore più forte del mondo avesse scelto Napoli e la nostra città, ma tutto per affinità d'animo e non per progetti economico-sportivi. Il suo manager era un amico per Diego, il rapporto che c'era tra i due avrebbe potuto incidere".
Poi rivela: "10 maggio 1987? Ero in Curva B, avevo tredici anni, andavo con mio zio. All'uscita mi persi nella fiumana e tornai a casa non so quanto tempo dopo, coi miei che volevano chiamare i carabinieri. Nel libro racconto anche la vicenda fiscale che riguardava Maradona ed in quel periodo la seguì particolarmente. Maradona non doveva essere perseguitato dal Fisco, eppure accadde. Quello che fece Maradona lo fecero anche i calciatori del Milan che poi fecero ricorso e lo vinsero".








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