Bellanova da applausi: "Se i tifosi mi chiamano in 500, mi fermo 500 volte..."
Raoul Bellanova, difensore scuola Inter del Torino, ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine della rivista Sportweek.

Raoul Bellanova, esterno del Torino scuola Inter, si è raccontato nel corso di un'intervista concessa a SportWeek, per parlare del grande momento vissuto con la compagine granata: "Vivo il momento più felice della mia vita. Sto bene fisicamente e mentalmente, vivo in una bellissima città circondato da tifosi che mi vogliono bene. Vado al Filadelfia contento, non vedo l’ora di allenarmi, di vedere i compagni e scherzare con loro. Per un calciatore non c’è cosa più bella". Come ti rapporti con i social? "Li uso, anche se non posto mille storie. I social possono essere utili se usati in maniera consapevole, possono diventare un’arma a doppio taglio se maneggiati male. Faccio sempre molta attenzione, perché i bambini ci osservano e per loro siamo dei modelli: dobbiamo dare buoni esempi".
Ti piace seguire le mode? "Un po’ sull’abbigliamento, ogni tanto mi piace fare qualche acquisto".
Look preferito? "Sneakers, cargo largo, maglietta e maglioncino. Semplice, sportivo casual: non sono uno troppo elegante".
Che posto ha l’amore nella tua vita? "È in cima. Ma io lo intendo nella sua accezione più ampia: l’amore della famiglia, verso i genitori, l’amore verso i figli".
Ti vedi padre in futuro? "Sì, i figli sono la cosa più importante del mondo. Spero un giorno di avere una bella famiglia e dei bambini".
Quali sono le tue passioni? "Tempo fa, ti avrei detto il calcetto con gli amici. Ma non mi è più permesso. Mi piace seguire la Formula 1, il tennis…".
Che musica ascolti? "Dall’hip hop al reggaeton, da Rosalia a Fred De Palma: un po’ di tutto".
La popolarità ha cambiato la tua vita? "Oggi quando esco non c’è più il ragazzo di qualche anno fa: quindi, sì. La gente ti riconosce, a me piace dare sempre esempio di buon comportamento, sento questa responsabilità, soprattutto agli occhi dei bambini. Se mi chiamano in 500, mi fermo 500 volte perché ripenso a quanto avrei pagato per vivere queste situazioni. Quando arriva un bambino, mi rivedo da piccolo mentre chiedo le foto ai calciatori: non potrei mai dire di no".
Quanti tatuaggi hai? "Sedici, di tutte le taglie. Ognuno racconta un momento della vita o riporta una frase motivazionale. A Bordeaux mi sono tatuato una frase di Ronaldo: 'Dopo la notte, arriva sempre l’alba'. Hanno tutti un significato".
Qual è il più importante? "Quello che ho sulla spalla destra: ci siamo io e il mio papà che ci teniamo per la mano con un pallone, perché lui mi ha insegnato a giocare a calcio. Lui ha giocato nella Primavera dell’Inter. Nel disegno c’è l’occhio di mamma che mi guarda: lei mi protegge sempre".
Qual è oggi il tuo più grande sogno? "Voglio farlo crescere nel tempo, attraverso il lavoro quotidiano, per sviluppare una carriera che sia la più bella possibile. Ed essere un domani un bravissimo papà".
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