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Baggio: "L'allenatore che mi ha fatto la guerra. Voleva distruggermi, ma non ci è riuscito"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Baggio: L'allenatore che mi ha fatto la guerra. Voleva distruggermi, ma non ci è riuscito

Roberto Baggio nel suo libro autobiografico racconta l'allenatore con cui ha avuto il rapporto più complicato durante la sua esperienza in Serie A.


Roberto Baggio nella sua lunga carriera ha avuto modo di lavorare con tantissimi allenatori di grandissimo livello. Ma nell'autobiografia "Una porta nel cielo", mette in evidenza quello con cui ha avuto il rapporto più difficile in assoluto durante l'esperienza in Serie A.


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Ecco quanto evidenziato dal Divin Codino nel suo libro autobiografico: "Non ho fatto il militare. Non dovrei avere quindi una grande esperienza, in fatto di sergenti di ferro. Eppure, un sergente di ferro l’ho conosciuto bene. L'ho avuto all’Inter, mi ha fatto la guerra, senza smettere un minuto, senza addurre motivazioni plausibili, senza che tutto questo avesse un senso, una logica condivisibile. Non bastavano i malanni al ginocchio, il problema di una squadra che non era neppure l’ombra di quella che sognava il presidente. No, ci voleva pure lui, e la sua guerra santa contro il sottoscritto".


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"Perché? Marcello Lippi era "il grande antipatico", io "il grande simpatico". Non che questa fosse la verità, ma lui la viveva così. Io avevo dalla mia il pubblico, lui no. Lippi, tutto questo, non lo poteva accettare. Da qui, la guerra. Giorno dopo giorno, a partire dal primo incontro, quando mi chiese di fare i nomi di chi la stagione passata... e io i nomi non li feci, non li ho mai fatti in vita mia. Nel ritiro estivo, avevo a malapena il diritto di respirare. Dovevo mangiare solo quello che voleva lui, se facevo un dribbling di troppo s’infuriava, se un compagno mi applaudiva lo faceva nero. Una cosa mai vista. A 33 anni, mi vidi ridotto a riserva delle riserve. Se non avessi imparato l’autocontrollo, avrei vanificato i miei anni di fede, di pratica, non avrei capito nulla del mio passato, delle mie discese e delle mie risalite. Ogni sua provocazione aveva l’unico risultato di fortificarmi maggiormente. Più lui si inalberava, più lui colpiva basso, più io stringevo i denti, e volavo alto. Voleva distruggermi, non c’è riuscito. Non ho grossi rancori con nessuno. Rispetto Sacchi, Ulivieri, e anche tutti quelli che, almeno una volta, mi hanno messo i bastoni tra le ruote, coscienti o no. Ma Lippi, lo ammetto, fa storia a sé nella mia vita". Ha concluso Baggio.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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