Anna Pavignano: "Troisi amava il Napoli, guardava la tv per ore. Erede di Massimo? Rispondo così"
In un'intervista a Il Messaggero la sceneggiatrice ed ex compagna Anna Pavignano ha risposto ad alcune domande di Massimo Troisi.

Ospite del Ventotene Film Festival, Anna Pavignano ha ricordato il primo incontro con Massimo Troisi: "L'ho conosciuto lontano di riflettori prima che andasse in onda la trasmissione "No Stop" che lo ha reso famoso. Nel privato, Massimo, era una persona timida, incerta, ma sapeva di essere divertente e riusciva sempre nelle piccole cose del quotidiano a trovare lo stravolgimento divertente e intelligente per ogni situazione. Ma era anche altro: era una persona riflessiva e con momenti di tristezza. Rigorosa, vitale e associava la sua energia vitale alla pigrizia".
"Le battute nascevano spesso nel contesto quotidiano e dalla realtà delle situazioni di cui parlava nella nostra routine. Massimo diceva sempre che qualsiasi cosa poteva suscitare una battuta, anche un banale spettacolo. E da quella banalità, per il meccanismo dello stravolgimento, poteva arrivare una battuta intelligente. E poi amava guardare moltissima televisione, addirittura fino a restare una giornata intera incollato alla tv. Amava, sì, le partite - e oltre al Napoli - considerava il calcio come tecnica. Se fosse vivo e avesse scoperto Dazn ci saremmo certamente persi Troisi perché avrebbe passato intere giornate ad occuparsi di calcio" ha ha aggiunto l'ex compagna e sceneggiatrice dell'indimenticato attore e comico napoletano.
Chiusura con una convinzione: "No, non c'è un erede di Massimo Troisi e soprattutto non ce n'è bisogno".
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