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Anguissa: "Vi sorprenderemo, Spalletti mi ha colpito. A Napoli ho un solo problema"

Il centrocampista del Napoli č fiducioso per la nuova stagione: "Io credo che questo Napoli sia pronto, puņ lottare sempre, in ogni gara, e puņ anche puntare al vertice".


RedazioneRedazioneTestata giornalistica

13/08/2022 08:54 - Interviste
Anguissa: Vi sorprenderemo, Spalletti mi ha colpito. A Napoli ho un solo problema
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Frank Anguissa sarà uno dei pilastri del Napoli nella nuova stagione. Il centrocampista camerunense ha parlato ad Il Mattino, tanti i temi trattati. "Come si sta in questo nuovo Napoli? Si sta bene, stiamo lavorando con intensità e passione, abbiamo un tecnico che ci trasmette fiducia e che con l’avvicinarsi dell’inizio della stagione, non fa che caricarci ancora di più. Io credo che questo Napoli sia pronto, può lottare sempre, in ogni gara, e può anche puntare al vertice, provando anche a vincere qualcosa di importante".

"Il Napoli ha perso lo Scudetto nella scorsa stagione? Nel calcio si fanno degli errori e quelli fanno parte del gioco, della vita. Non si può stare fermi a ripensare alle vittorie e alle sconfitte, fanno parte del passato. È ovvio che a Empoli, ma anche con la Fiorentina e la Roma eravamo scesi in campo per conquistare i tre punti, ma non ha più senso stare qui a pensarci. Non porta a nulla. L’unica partita a cui pensare è la prossima, il nostro esordio a Verona".


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"Mertens, Koulibaly, Ospina e Insigne? Con tutti c’era un grande legame e ancora con Kalidou ho conservato un rapporto quasi quotidiano. Lui è felice di stare al Chelsea, io sono felice che lui sia a Londra. Lui resta legatissimo a Napoli e al Napoli, c’è un rapporto di autentico amore. Ma il calcio è questo. Io sono rimasto e sono contento: voglio fare il bene del Napoli e fare di tutto perché si possa restare ancora in alto. Come lo scorso anno".

"Non voglio mentire, è chiaro che sta succedendo questo. Il mister e i miei compagni mi fanno sentire molto importante: è nato un nuovo Napoli e ci sono naturalmente nuovi leader in campo e nello spogliatoio. E io credo molto in questa squadra, perché ci vedo delle doti straordinarie: siamo un gruppo, compatto, coeso, che sa stare insieme e sa a cosa deve fare per poter puntare in alto".

"Che tipo è Luciano Spalletti? Ne sono colpito. Dal primo giorno. È una bella persona, uno degli allenatori più importanti che ho avuto perché sa come far rendere al massimo i propri calciatori, sa sempre quali tasti toccare per suscitare una reazione positiva. Ed è sempre impegnato a cercare modi per motivare, caricare, farti dare di più. È uno dei più bravi di tutti".

Poi ha aggiunto: "Non sono uno che ama parlare tantissimo però, quando è il momento, o almeno quando penso che lo sia, faccio di tutto per spingere i compagni e poi dire le cose giuste. Perché non bisogna avere solo qualità sul terreno di gioco, bisogna anche supportarli con qualche frase nello spogliatoio. Ecco, cerco sempre di dare qualche consiglio per far migliorare chi gioca con me. E io accetto sempre i consigli di chi può aiutarmi a far meglio. E questo è il ruolo che mi piace avere in questo nuovo Napoli che sta nascendo e che sono sicuro sorprenderà tutti".

"Che partita ci aspettiamo a Verona? È un avversario pericoloso e sappiamo che, per tradizione, quello è stato sempre un campo difficile per il Napoli. Per noi è come un big match perché il Verona ha giocatori di grande qualità ma noi vogliamo iniziare la stagione con una vittoria. Perché questo è il modo migliore per riuscire a far capire il nostro valore".

"Il mio idolo quando era un bambino? Io adoravo Ronaldinho. Era fantastico, la mia mente andava ovunque pensando alle sue giocate, alle sue magie in campo. Poi, devo ammettere che sono sempre rimasto incantato da Yaya Tourè che nel ruolo di centrocampista ha pochi rivali".

"Chi sono i suoi favoriti per lo scudetto?  Non ce ne sta solo uno. Milan, Inter, Juventus, Roma. Ma alla fine, come sempre, in Italia come in Inghilterra e in Spagna, vincerà il migliore…. E il Napoli? Spero che alla fine saremo proprio noi quei migliori… chi lo sa… Io credo molto nei miei compagni, nel mio allenatore, e sono consapevole della forza di questa squadra, di chi è arrivato e di chi è rimasto".

"Che rapporto ho con Napoli? Io ho capito rapidamente perché si creano dei legami così forti: perché qui i tifosi sono vicinissimi e ci spingono tanto. I napoletani sono persone meravigliose e che hanno un grande senso della famiglia. Sono sempre felici di starti vicino, senti sempre la loro voglia di spingerti sia quando stanno allo stadio che quando li incontri per strada. Sono cose uniche, straordinarie, rare. Un problema ce l’ho, però: quando mi parlano in napoletano proprio non riesco a capirlo".


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