Scanzi ricorda Gigi Proietti, parole commoventi: "Era un gigante, nel 2017 venne gratis ad Arezzo"

Andrea Scanzi, noto giornalista e scrittore, ha voluto ricordare Gigi Proietti attraverso un lungo ed emozionante post sui social.
Gigi Proietti ci ha lasciato all'età di 80 anni. Andrea Scanzi, noto giornalista e scrittore, ha voluto ricordare l'attore romano attraverso un lungo post sui social: "Aveva un talento mostruoso ed era una persona bellissima. Piccolo aneddoto. Nel 2017, d’estate, venne ad Arezzo al festival che dirigevo artisticamente. Le foto sono proprio di quell’evento lì. Gigi volle venire gratis, per amicizia. Si concesse appieno al pubblico, smisurato, e poi se ne andò. Era stanco, aveva pure un po’ di febbre. Ma volle esserci. Lo conoscevo già, ma in quell’occasione ebbi ancor più la percezione nitida di avere davanti il Teatro. Una sensazione che - così forte - avevo provato solo durante le mie cene lontane con Gaber tra 1999 e 2000. Del resto erano praticamente coetanei. E del resto incarnavano appieno il Teatro. Due Totem".
Scanzi prosegue: "Gli aneddoti su Gassman. L’amicizia con Carmelo Bene. Il rapporto conflittuale con Robert Altman (non ha mai amato sino in fondo il cinema: troppo “finto”, per lui). Che storie pazzesche! E come le raccontava da Dio! Il suo libro-biografia, che consiglio a tutti, è bellissimo. Dentro ci trovi non una ma dieci, cento, mille vite. Gigi sapeva interpretare tutto e alcune sue vette resteranno nei secoli. Sapeva essere alto e fintamente basso. Uno dei suoi molti prodigi. Per questo ha saputo entrare nella vita di ognuno di noi. Per questo, oggi, è un Paese intero a piangere. Chi non lo ha conosciuto non può sapere quanto Proietti fosse anche una persona discreta. Adorava le cene post-spettacolo, ironicamente diceva di fare teatro proprio per quello. Durante quelle cene avrebbe potuto fare il mattatore per ore, e se voleva lo faceva (quante risate!), ma sapeva anche ascoltare. Durante una cena dopo la festa del Fatto alla Versiliana, c’era Virginia Raffaele. È la terza foto qua sotto. Settembre 2016. Virginia, da ragazza, era una sua fan sfegatata e lo seguiva tipo una stalker. Lei raccontava a tutti noi (Travaglio ancora ride!) quegli appostamenti di decenni fa e lui, un po’ imbarazzato, scrollava la testa. Come se non meritasse tutto quell’affetto. Pochi artisti mi hanno colpito da vicino come lui, poche persone mi sono parse così enormi e rare come lui. Era quasi spaventoso, tanto era bravo. Un uomo costruito unicamente nel carisma e nel talento. Abbiamo perso un gigante. È un giorno tremendo. È un anno di merda. Buon viaggio, Maestro".









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