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Andrea Conti: "Ho visto ragazzi del Milan piangere per i comportamenti di Ibrahimovic"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Andrea Conti: Ho visto ragazzi del Milan piangere per i comportamenti di Ibrahimovic

Andrea Conti ha ricordato alcuni momenti al Milan in cui il livello era davvero alto e si è soffermato sugli atteggiamenti del fuoriclasse svedese.


Andrea Conti, classe 1994 ex calciatore di Atalanta e Milan, ha rilasciato una interessante intervista ai microfoni del Corriere della Sera ed ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera, compreso quello difficile dell'operazione al crociato che non andò bene.


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Conti: "Ho visto ragazzi del Milan piangere per i comportamenti di Ibrahimovic"

Questo il passaggio di Conti sul ritorno al Milan che poi vinse lo scudetto. E non è mancato un passaggio sui modi bruschi di Ibrahimoivc: "Si respirava un’atmosfera diversa. Il mister era stato bravo a creare un grande gruppo. La presenza di Maldini era fondamentale. E l’arrivo di Ibrahimovic qualche mese prima è stato decisivo. Con lui eri costretto ad alzare il livello. Mi è capitato di vedere ragazzi della Primavera piangere quando erano aggregati con la prima squadra per certi suoi comportamenti. Fuori dal campo, invece, cambiava: scherzoso e simpatico".


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"Gasperini il miglior allenatore avuto"

Poi su Gasperini ai tempi dell'Atalanta: "Il miglior allenatore mai avuto. Ricordo la preparazione estiva con lui: ci aveva massacrato. Oppure quando il giorno prima di un Inter-Atalanta ci aveva fatto fare forza in palestra. Eravamo increduli. In campo, però, volavi. Poi mi voleva sia il Milan che il Chelsea. Appena atterrato a Ibiza per le vacanze, la chiamata del mio procuratore: “Devi venire a Milano per le visite mediche”".

"La rottura del crociato e l'intervento sbagliato: una mazzata"

Sull'operazione sbagliata: "Una mazzata. Ho capito subito che si trattasse di qualcosa di grave. Uno sconforto totale. Ero al primo anno al Milan, avevo appena conquistato la Nazionale. Le prime soddisfazioni dopo tanti sacrifici. E in quei momenti i pensieri sono infiniti. Quando e come sarei tornato, se la caviglia avesse causato l’infortunio, la responsabilità nei confronti di club e tifosi. Anche se il peggio doveva ancora arrivare. L’intervento non è andato bene. Come l’ho scoperto? Mesi dopo, quando mi sono rotto per la seconda volta il crociato".


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Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
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