Ancelotti: "Vi spiego perché ho scelto il Brasile", poi parla dell'esonero a Napoli
L'attuale selezionatore del Brasile, Carlo Ancelotti, ha parlato di diversi argomenti nel corso della sua intervista a Radio Marca.

Carlo Ancelotti è stato scelto dal Brasile per vincere il sesto Mondiale della propria gloriosa storia. L'ex tecnico di Milan, Napoli e Real Madrid ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Marca. Diversi i temi trattati dall'esperto tecnico italiano.
Ancelotti spiega la scelta di allenare il Brasile
Le parole di Ancelotti: "Non avevo l’idea di andare in un altro club dopo il Madrid. L’opportunità della Nazionale brasiliana è arrivata due anni fa e poi ho rinnovato con il Madrid, ma l’anno scorso abbiamo pensato che fosse il momento di andare via e ora sono contento. Meno preoccupato ora Sicuramente meno stressato, perché non ci sono molte partite, è più un lavoro di osservazione. Non bisogna preparare allenamenti tutti i giorni, è un lavoro diverso, con molta più calma, ma è un lavoro interessante e bisogna osservare i giocatori… Il Brasile ha almeno 70 giocatori che possono stare nella Nazionale e valutarli tutti non è così semplice“.
Vincere il Mondiale con il Brasile
Tra due mesi la gente chiederà già la sesta Coppa del Mondo…“La chiedono da molto tempo. Non è solo un obiettivo, è anche una motivazione“.
Si sente un po’ questa pressione per strada e nella vita quotidiana? “La gente qui mi accoglie molto bene, sono molto rispettato e mi vogliono bene. L’ambiente in Brasile è un ambiente di calcio; la gente è molto legata al calcio. È un popolo felice, allegro, brave persone“.
Ha avuto qualche dubbio prima di firmare per il Brasile? “No. È vero che la vecchia scuola brasiliana ha reagito male agli allenatori stranieri, ma come ho detto l’accoglienza è stata fantastica da parte di tutti. Ho un ottimo rapporto con gli allenatori che lavorano qui, per esempio al Palmeiras, al Flamengo o al Bahia. Parlo molto con loro perché credo possano aiutarmi a cercare giocatori: molti sono in Europa, ma altri giocano qui“.
La top 11 del Brasile
Lei ha allenato alcuni dei migliori al mondo, ma parlando solo di brasiliani verrebbe fuori una Nazionale campione del mondo… “Sì. In porta potrei mettere Dida. Cafú a destra, Militão o Thiago Silva come centrali e Marcelo a sinistra. A centrocampo Casemiro, Kaká… sicuramente ne dimentico qualcuno. A destra Rodrygo o dove vuole lui, a sinistra Vinícius e davanti ho molti dubbi: Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho… ce ne sono tanti“.
L'esonero di Napoli e non solo
Quest’anno sono 25 anni di Radio Marca. Si ricorda cosa faceva nel 2001? “Mi avevano appena esonerato dalla Juventus ed ero in vacanza aspettando il Milan. Qui è abbastanza comune che gli allenatori vengano esonerati. A volte succede anche quando stai facendo un buon lavoro. Mi colpì molto a livello personale perché quando succede per la prima volta fa più male. L’ultima volta è stata a Napoli nel 2020 e ormai la prendi come parte del lavoro. Quando perdi la fiducia del club, devi andare via“.
Il calcio è cambiato molto in questi 25 anni? “Tantissimo. Non so se in meglio o in peggio. A livello di ambiente sicuramente è migliorato: stadi migliori, campi migliori, arbitraggi migliori grazie alla tecnologia. L’intensità è aumentata, ma più intensità non significa sempre più spettacolo. Credo che oggi il talento abbia più difficoltà a mostrarsi rispetto a 20 anni fa“.
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