Ancelotti: "In Italia c'è un solo fuoriclasse. Leao? Da 'picchiare', a volte"

Il tecnico del Real Madrid, Carlo Ancelotti, ha parlato anche del calcio italiano nel corso della sua intervista al quotidiano La Repubblica.
Carlo Ancelotti si prepara alla finale di Champions League con il suo Real Madrid. Di fronte si troverà il Borussia Dortmund, in caso di vittoria si tratterebbe della quindicesima Champions nella storia dei Blancos. Il mister ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano La Repubblica soffermandosi anche del momento che sta vivendo il calcio italiano: "L'Italia, a livello di risultati, sta tornando in alto nelle coppe. Tre finaliste l’anno scorso, con l’Inter a un passo dalla Champions. Quest’anno l’Atalanta ha vinto l’Europa League e la Fiorentina può provarci in Conference".
Primi nel ranking Uefa, per l’ultima Champions vinta del 2010 con l’Inter e la penultima del 2007 col suo Milan
"Quello che manca, per me, è negli stadi. E nell’ambiente. Insomma, c’è abbastanza da svecchiare".
E a livello tecnico?
"Non vedo fuoriclasse, a parte Donnarumma in porta. Sto parlando di una generazione simile a quella di Pirlo, Totti, Del Piero. Serve ancora un po’ di tempo".
Che cosa pensa del nuovo Milan, che ha lasciato andare via Maldini dirigente?
"Seguo da lontano la squadra, con affetto. Da lì è tornato qui un Brahim Diaz straordinario. Il Milan ha un grande talento come Leao. Lui croce e delizia? Da picchiare, a volte. Se fosse con me, lo picchierei tutti i giorni".








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