Alvaro Vitali: "Napoli forte, ma ce l'ho con Spalletti. Cotechinho? Falcao non volle. Maradona, Troisi e Banfi..."
Alvaro Vitali, leggendario attore che per tante generazioni rappresenta un riferimento grazie al suo "Pierino", ha rilasciato dichiarazioni a Radio Amore ed AreaNapoli.it.
Alvaro Vitali, noto attore cinematografico, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma radiofonico condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Amore Campania con la collaborazione di AreaNapoli.it. "Come è cambiato il calcio italiano negli ultimi 30 anni? Sono davvero tanti gli aspetti diversi, dalla preparazione alle questioni economiche. Non so se mi piace più questo calcio o quello degli anni 1970-80 e anche 90, forse scelgo il secondo, tuttavia, a prescindere, non sono cambiati gli arbitraggi (ride, ndr). Voglio dire - spiega - che a volte giochi partite stupende e poi i direttori di gara te le fanno perdere con svarioni o sviste, o altro non so. Il Var ha cambiato veramente tutto, ma ci fanno disperare lo stesso".
"Ruolo di attore e critiche degli spettatori? L'aspetto che in tanti non capiscono è che ognuno ha la sua vita, i suoi problemi. Il nostro è un mestiere non facile - sottolinea - e si accettano proposte anche molto diverse anche in base ai momenti. Ci sono le proposte, le esigenze. Il regista con il quale ho legato di più? Ho lavorato con grandissimi registi come Fellini, Risi, Magni, Monicelli e tantissimi altri, ma scelgo Nando Cicero, un compagno unico".
Poi su Monica Vitti e Alberto Sordi: "Lei era un'amica, come tutti noi, non dava soggezione. Monica ti metteva sempre a tuo agio. Alberto Sordi, invece, se la tirava un po' di più. Ti guardava dall'alto in basso, ma era comunque un simpaticone. Aurelio De Laurentiis? Ho lavorato con il fratello o il nipote, non ricordo chi era. Una piccola parte in un film di "barzellette".
Sul rapporto con Lino Banfi: "Ci siamo sempre trovati bene. Legame meraviglioso e straordinario, eravamo amici per la pelle. Ci divertivamo prima di iniziare il film, per poi far esplodere tutta la nostra comicità durante le riprese. Poi è successo quello che è successo, ci siamo divisi e non si è fatto più nulla insieme. Lavorare ancora insieme? Adesso siamo troppo grandi, ma ci spero sempre".
"Il mio riferimento quando ho iniziato? Amavo tantissimo Lando Buzzanca - racconta Vitali - era un'eccellenza, cercavo di imitarlo. Parlavo siciliano come lui. Poi sono subentrati Franco Franchi e Ciccio Ingrassia che sono diventati miei amici. Totò? Purtroppo non l'ho conosciuto, ahimè, ma è una leggenda per tutti quelli che fanno il nostro lavoro".
Quindi un ricordo di Massimo Troisi: "L'ho amato, per carità, grande artista. Abitava qui vicino a me, all'Infernetto, dove ora c'è la sorella. Una strada ci divide, aveva questa bicicletta con la quale girava per il quartiere. Una volta l'ho conosciuto facendo una partita tra attori e giornalisti giù in Puglia, lì l'ho conosciuto meglio. Andammo a mangiare, lui iniziava a suonare o almeno scherzava vicino al piano, e cantava canzoni napoletane. C'era anche Maria Grazia Cucinotta. Era un burlone di un divertimento unico".
Poi ha aggiunto: "Una volta Massimo Troisi, a proposito dei David di Donatello disse che avrebbe voluto stare con me e Adriano Celentano nella lista di chi non lo ha mai vinto? Bello, non ricordavo queste parole, ma vi posso dire cosa intendeva dire. Una volta ero in Canada, un proprietario di un cinema mi disse: "Non ho mai guadagnato tanto in vita mia con i tuoi film". Poi tolse il mio film dalle sue sale e la gente andava e diceva: "Ma Pierino?", l'ha dovuto rimettere per due mesi. I film con me e quelli con Celentano davano molto fastidio ai cosiddetti film d'autore e non solo. Incassavamo tantissimo".
Quindi le parole dell'Alvaro Vitali tifoso: "Roma e Napoli? Nell'ultimo week end hanno vinto all'ultimo entrambe. Sinceramente non voglio bene a Spalletti per quel che ha fatto a Totti: lo ha costretto a lasciare il calcio giocato, un altro anno lo faceva e poteva andare pure bene. Ma il Napoli è forte ed ha calciatori meravigliosi".
Infine un ricordo di un film mitico, Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento: "Il personaggio era ispirato a Falcao, ma l'asso brasiliano la presa male, non voleva perché diceva che lo prendevamo in giro, così scegliemmo la maglia del Napoli con un calciatore riccio, sembravo un po' Maradona, ma biondo. Diego è e sarà sempre il miglior calciatore di sempre. Miglior calciatore italiano? Non ci sono dubbi, Francesco Totti".
(Riproduzione consentita citando le fonti: Radio Amore Campania e Areanapoli.it)






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