Altafini: "Pelé era superiore: non c'è Maradona che tenga"

Le parole di Altafini a Il Giornale: "Ha giocato molto più di tutti gli altri. Quando girava il mondo con il Santos, che doveva fare cassa, giocava anche due partite nella stessa giornata".
José Altafini racconta Pelé in una intervista concessa all'edizione odierna del quotidiano Il Giornale: "In realtà noi non abbiamo mai giocato insieme da bambini, non vivevamo nella stessa città e sua mamma non ha mai lavorato da me come donna di servizio perché io ero povero come lui. Le pare che avessi bisogno di una cameriera quando avevo una sola camicia da mettermi?- Non ho mai creduto che uno come lui si ammalasse. Era un atleta perfetto, un professore di educazione fisica, fisicamente era fortissimo. Però è vero che lui ha giocato moltissimo, molto più di tutti gli altri. Quando viaggiava per il mondo in tournée con il Santos, che doveva fare cassa, giocava anche due partite nella stessa giornata. Di certo la sua carriera è stata più usurante di quanto si creda. Un logorio pazzesco".
Sul paragone con Maradona
"Non c’è Maradona che tenga. Lui sfiorava la perfezione. Destro e sinistro al cento per cento, testa, velocità, dribbling, acrobazia. Ha fatto 1225 gol, ha vinto tre mondiali. Diego è stato un grandissimo ma nessuno è stato come Pelé".
Com’era come uomo?
"Ha avuto una vita sentimentale turbolenta, si è sposato tre volte, nemmeno lui sapeva quanti figli aveva, ma era un uomo che al di là del sorriso eterno aveva anche sofferto molto, per la morte della figlia Sandra, uccisa dal cancro nel 2006, e per il carcere inflitto al figlio Edinho".






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