Albertosi: "Calcio noioso, Napoli unica eccezione". Poi rivela: "Un carcerato..."

Uno dei portieri pił forti della storia del calcio, Ricky Albertosi, ha parlato anche del Napoli nella sua intervista al Corriere della Sera.
Ricky Albertosi, anni 83, è stato uno dei più grandi portieri del calcio italiano e non solo. L'ex calciatore ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di una intervista ai microfoni del Corriere della Sera: "Il calcio di oggi non mi diverte più, il Napoli è l'unica eccezione". Poi rivela anche qualche retroscena inerente alla sua vita privata: "Oggi provo a parare i tiri del mio nipotino per poi sentirmi dire 'ma nonno non ne pari una, che portiere sei!?'".
Per Rocco era "il migliore al mondo, anche se ha tutto quello che odio in un calciatore: fuma, beve, piace alle donne, gioca a carte, punta sui cavalli". Sintesi efficace?
"Sì, è vero, sono sempre stato così, non ho mai nascosto niente. A differenza di altri facevo tutto alla luce del sole e in campo alla domenica facevo il mio dovere".
Liedholm al sabato le chiedeva se preferiva l’ippodromo o il cinema con la squadra: mai accontentato?
"Mai. All’ippodromo passavo un paio di ore in tranquillità. La mia fortuna erano allenatori come lui o Scopigno che mi capivano".
In carcere quanto restò? "Una quindicina di giorni". Disse: "Mai mangiati bucatini all’amatriciana così buoni". Altra provocazione?
"No, è vero: c’era un carcerato che li cucinava benissimo. Eravamo rinchiusi, ma liberi e in giro tutto il giorno".








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