Alan Sorrenti: "Pino Daniele non era accettato da tutti. Battiato mi diede del traditore"

L'artista napoletano ha parlato nel corso di una intervista al giornale Il Fatto quotidiano citando anche Pino Daniele e Franco Battiato.
Il cantante napoletano Alan Sorrenti ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della sua intervista alla edizione odierna de Il Fatto quotidiano. Queste le sue parole: "All’inizio della carriera la mia musica era progressive, molto lontana dalle hit successive? Figli delle stelle è la sintesi di un processo iniziato nei primissimi anni Settanta con Aria; però non era una strategia, e a questo collegamento ci ho pensato dopo. Pure Franco Battiato è arrivato a citarmi in una canzone (in Bandiera bianca canta: "Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro"); eppure lo capisco, ma bisogna stare nella testa dell’altro per comprendere cosa mi stava realmente accadendo".
"Sono cresciuto al Vomero. Però mia mamma era gallese e ha affrontato molte difficoltà a inserirsi in quel contesto: non sopportava quel bagaglio di tradizioni da rispettare, con mio padre innamorato di Napoli", aggiunto Alan Sorrenti.
Su Pino Daniele: "Si sentiva un po’ il capo, e non era unanimemente accettato; ma Pino Daniele, più di tutti, ha individuato ed espresso l’anima napoletana, era bravissimo ad annusare cosa accadeva, ed è una peculiarità dei veri artisti; pochi mesi prima della sua morte mi ha invitato a un concerto, e ne sono stato felice, l’ho vissuto come una forma importate di riconoscimento".






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