Agroppi: "Napoli-Torino: spero vinca il peggiore. Raspadori mi ricorda Paolo Rossi, ma non esaltatelo troppo"

Il vulcanico Aldo Agroppi, ex bandiera del Torino, si è proiettato anche al match tra il Napoli e i granata nel corso della sua intervista ad AreaNapoli.it.
Napoli-Torino sarà uno degli anticipi dell'ottava giornata del campionato italiano di Serie A. Per parlare del match in programma allo stadio Diego Armando Maradona redazione di AreaNapoli.it ha contattato Aldo Agroppi, ex calciatore e bandiera dei granata: "Il Napoli sta vivendo un grande momento avendo vinto sia in Champions League che in campionato. Da anni ormai gli azzurri sono una realtà consolidata del calcio italiano. Che le devo dire? Spero che a Fuorigrotta vinca il peggiore, il mio Torino (ride, ndr). Aurelio De Laurentiis hanno regalato a Spalletti un organico di assoluto livello, ma mi faccia dire una cosa sugli allenatori".
Prego
"Io credo che in Italia si dia troppa importanza a chi siede in panchina. Dicendo questo non voglio assolutamente sminuire Luciano che è un tecnico bravissimo. Ma se il toscano sta facendo così bene è merito soprattutto dei calciatori. Sono loro che scendono in campo, i giocatori fanno la differenza. Metta il Torino dei vari Zaccarelli, Graziani, Pulici. Anche uno come Aldo Agroppi si esaltava con campioni di quella levatura (ride, ndr)".
Eppure c'è chi dice che l'allenatore conti non meno del 30%
"Non sono d'accordo, per me la percentuale deve essere ridotta almeno al 20%. Lo dico io che sono stato allenatore e che ho fatto parte per molti anni dell'ambiente. In tanti ricordano di me per le sconfitte, ma qualcosa ho vinto anche io e lo devo ai calciatori".
Lei però ebbe il merito, tra gli altri, di fare esordire un giovane Nicola Berti alla Fiorentina
"Il discorso è diverso. Non sono stato io a lanciare Berti, lui si è lanciato da solo. Un altro allenatore avrebbe fatto come me. Le dirò di più: è stato lui a lanciare me. Quella Fiorentina andò al quarto posto, una posizione che oggi le garantirebbe l'accesso alla Champions League".
L'esperienza in Toscana fu caratterizzata anche dai problemi con Antognoni, all'epoca capitano dei viola. Ora come sono i vostri rapporti?
"Ottimi. Ci siamo ritrovati, ho un ottimo rapporto con lui".
Torniamo a parlare di allenatori, il suo pensiero mi affascina perché non banale. Qual è il compito principale di un tecnico?
"Certi allenatori fanno gli alchimisti, i rivoluzionari, ma un mister deve essere innanzitutto un bravo psicologo, deve cercare di entrare nella testa dei calciatori. Bisogna comprendere le loro esigenze, capirli. Quando si scende in campo, i giocatori non ti ascoltano. Puoi urlare, sbracciarti, ma cosa vuole che sentano? I calciatori devono essere dei seri professionisti, condurre una vita regolare, senza troppi vizi. Io ho avuto la fortuna di avere una donna eccezionale al mio fianco. Ero quasi un brocco, mia moglie è stata fenomenale, ha capito il mio lavoro, il mio ruolo. Tutti gli allenatori, nella loro carriera, hanno degli alti e bassi. Accade anche ai più celebrati".
Ancelotti fu esonerato a Napoli
"Ecco, il suo è un esempio calzante. Ancelotti al Real Madrid sta vincendo tutto anche perché dispone di grandissimi campioni. Ma vede, un po' tutti gli allenatori hanno subito almeno uno, due esoneri".
Qual è il vero punto di forza del Napoli?
"L'attacco. Sa perché chi gioca davanti guadagna più di difensori e centrocampisti? Perché il centravanti segna, sblocca le partite, determina il risultato delle stesse. Sono gli attaccanti a fare la differenza. E il Napoli può annoverare un attacco di tutto rispetto con calciatori molto bravi".
A proposito degli attaccanti del Napoli, Mancini con Raspadori ha trovato finalmente il nuovo centravanti della Nazionale?
"Raspadori è bravissimo, per certi movimenti mi ricorda Paolo Rossi. Il Napoli ha fatto bene a puntare su di lui. Speriamo continui. La bella notizia per l'Italia è che finalmente non abbiamo solo Immobile, c'è anche altro. Raspadori mi piace molto anche perché è serio, gentile, umile. Ora però non carichiamolo di eccessive responsabilità. In Italia viviamo di eccessi. Pensi a Donnarumma. Prima era considerato un fenomeno, poi un brocco. Ora sembra tornato ai fasti di un tempo. Raspadori promette bene, è un gran bel giocatore, ma dovrà confermarsi anche in futuro, spero dopo il match col mio Torino (ride, ndr)".
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