Acerbi: "Ho lasciato la Lazio e c'entra Sarri: vi spiego"

L'ex calciatore della Lazio, Francesco Acerbi, ha svelato il motivo che lo ha spinto a lasciare i biancocelesti: c'entra Maurizio Sarri.
Francesco Acerbi, ex difensore della Lazio, è all’Inter da settembre. Ecco le sue parole al Corriere dello Sport: "Io non credo che all'interno dello spogliatoio nerazzurro ci fossero problemi così grossi. Anche se ci sono stati atteggiamenti sbagliati. Mandarsi a quel paese, però, ogni tanto può anche essere utile e non bisogna necessariamente prendersela. Ovviamente dipende dallo spirito con cui si compiono certi gesti. E si nota sempre quando è quello giusto".
Acerbi parla del suo passaggio all’Inter: "Confesso di aver pensato di non venire più. Lo avevo detto anche ad Inzaghi. Non mi è piaciuto avere il dito puntato, con l’idea che avessi aiutato il Milan a vincere lo scudetto. L’effetto è che ora mi sono creato uno scudo e non provo più interesse per l’opinione della gente. Ho trovato profondamente ingiusto che venissero messe in discussione la mia serietà e la mia professionalità. Non me lo sarei mai aspettato per come ho lavorato negli ultimi 10 anni. Prima della malattia, il calcio per me era soltanto un hobby. Ma dopo sono stato impeccabile. E allora perché dovrei stare male per qualcosa che non ho commesso? Ho un carattere in forte, potrei andare in partita anche da solo. Sono arrivato al punto di non dover più dimostrare nulla. Sarei molto contento se l’Inter mi riscattasse, ma non avrei rimpianti in caso contrario".
Perché è finita male con la Lazio: "Sarei rimasto a vita, altrimenti non avrei firmato per 5 anni. Ma sono stato comunque io a voler andare via. E a giugno l’ho comunicato a Sarri, che avrebbe voluto tenermi. Ero stato contentissimo per il suo arrivo. E non ho nulla da dire sul suo valore come allenatore: al contrario, è bravissimo, è forte e pensa calcio 24 ore su 24. Ma non mi sentivo adatto per quello che lui vuole da un difensore centrale. Io volevo divertirmi, fare quello che mi piace in campo: ho bisogno di anticipare l’avversario, di leggere il gioco. Sarri, invece, ha il suo sistema e o fai così o fai così. Attenzione, però, ho sempre dato tutto, senza mai risparmiarmi".






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