Logo AreaNapoli.it

Abbagnale: "Da ragazzino amavo il calcio, il canottaggio fu solo un ripiego"


,
Pubblicato nella sezione Interviste
Abbagnale: Da ragazzino amavo il calcio, il canottaggio fu solo un ripiego

"Durante la Guerra fredda la politica 'usava' lo sport. La rivalità con la Germania dell'Est è durata per tutta la mia carriera", il racconto di Giuseppe Abbagnale.


Giuseppe Abbagnale, da capovoga, con il fratello Carmine e il timoniere Di Capua, conquistò, nella specialità "due con", due ori olimpici nel canottaggio, a Los Angeles (1984) e Seul (1988). A ciò si aggiungono 7 titoli mondiali. Nella sua intervista alla testata giornalistica La Verità ricorda a quanti anni iniziò col canottaggio: "Le posso anche dire giorno e ora del mio primo allenamento. Ho iniziato il 7 settembre del 1974. Le prime gare sono state nell’anno agonistico 1975, quindi a 15-16 anni".

All'inizio quali speranze aveva?


PUBBLICITÀ

"Come tanti ragazzini ero innamorato del calcio, il canottaggio è stato anche un ripiego per uscire fuori dalla mia condizione familiare del momento. Quindi, probabilmente, se La Mura mi avesse coinvolto nel gioco delle bocce, l’avrei fatto. Ero appassionato di sport, ma la mia famiglia ne aveva zero dimestichezza, per cui è stato un uscire, forse, da un destino segnato".

Ricorda le Olimpiadi Usa boicottate

"Periodo travagliato e non edificante. Il boicottaggio fu la ritorsione del blocco dell’Est alla mancata partecipazione del blocco Ovest alle Olimpiadi di Mosca. C’erano la Cortina di ferro e la guerra fredda. Lo sport era utilizzato politicamente. Il blocco dell’Est ne faceva una questione soprattutto politica".

Sulla rivalità con la Germania est

"Con la Germania Est c’è stata una rivalità durata per tutto l’arco della mia carriera. In quel periodo dominava in maniera quasi incontrastata il panorama mondiale. A Mosca vinse 7 titoli su 8 e nell’ottavo, in campo maschile, arrivò seconda".

Ci fu un momento in cui temeste che i tedeschi orientali vi raggiungessero? 

"Il nostro avversario più temibile era la Gran Bretagna con Redgrave e Holms, gli unici che ci avevano battuto in quel quadriennio olimpico, esattamente nel 1986. La Germania dell’Est, che superò gli inglesi, fu il terzo incomodo".

Come cambiò la vostra vita da quel momento?

"Non è che sia stata stravolta, certo la popolarità aumentò, ma l’età avanzava, si cercava di affermarsi anche nel lavoro, terminare gli studi, sistemarsi, visto che né io né Carmine volemmo entrare nel corpo militare cercando uno sbocco lavorativo".

Giunsero anche gratificazioni economiche?

"Certamente la Federazione, e anche il Coni, mettevano a disposizione un premio per le medaglie olimpiche, ma non pensiamo a cifre astronomiche che consentissero di vivere di rendita o a un gruzzolo che ti desse sicurezza per la vita futura".


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Francesco Manno
Giornalista pubblicista dal 2006, è laureato in scienze della comunicazione. Ha vinto l'Oscar Campano per la sua professionalità. Ha inoltre condotto e diretto diversi programmi radio e TV.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
GenoaGenoa
NapoliNapoli
Genoa-Napoli, i precedenti
Serie A, sabato 22 agosto alle 20:45