Napoli-Real Madrid dalla A alla Z: gli ultimi ad andarsene, la zampata di ADL e l'abbraccio finale
La squadra di Rudi Garcia perde in casa contro gli spagnoli, ma la prestazione resta buona. E la qualificazione agli ottavi è apertissima.

Il Napoli esce sconfitto dalla sfida di Champions League contro il Real Madrid: al Maradona passa la squadra di Carlo Ancelotti grazie ad una "siggiata" (tiro potentissimo) di Valverde che è bravo e fortunato ad infilare la porta con la complicità di una deviazione, della traversa e della schiena di Meret. La più classica delle fortune che arridono spesso ai più forti. La squadra di Garcia non demerita, anzi, trova il vantaggio con Ostigard e poi il 2-2 in rimonta su calcio di rigore ancora una volta trasformato da Zielinski. Un pareggio sarebbe stato probabilmente il risultato più giusto, ma per i campioni d'Italia la qualificazione resta apertissima, soprattutto alla luce della vittoria del Braga sul campo dell'Union Berlino. Riviviamo la sfida di ieri dalla A alla Z.
A bbraccio a fine gara tra Carlo e Davide Ancelotti: amore padre figlio, abitudine e un pizzico di rivalsa visti i ricordi agrodolci a Napoli. C'è chi, tra i napoletani, si è pure commosso.
B ellingham, necessariamente Jude. Semplicemente fenomenale. Con due giocate ribalta l’iniziale vantaggio del Napoli tra assist e gol da fuoriclasse.
C alcio d’angolo regalato al Real Madrid: l’arbitro non vede il fallo nettissimo su Olivera e sugli sviluppi del corner arriva il gol di Valverde o autorete di Meret. Peccato, Turpin fino a quel momento la direzione di gara era stata quasi perfetta.
D irompente, l’incedere di Politano a tutta fascia: anche Camavinga nel panico.
E splosione di gioia dei tifosi al Maradona al gol di Ostigard: altro che bradisismo.
F antasia e classe al potere: il Real Madrid, soprattutto a centrocampo, è uno spettacolo per gli occhi. Cambi di posizione a turno, duttilità, forza, velocità di pensiero. Il “vecchietto” Kroos, poi, si smarca sempre.
G iovane favoloso: Kvaratskhelia è tornato da qualche settimana sui suoi livelli, ma gli manca un pizzico di brio in più quando il livello cresce e maggiore cattiveria sotto porta.
H orror, il passaggio di Di Lorenzo verso Lobotka intercettato da Bellingham al limite dell’area.
I ngabbiato: Osimhen nella morsa di Rudiger. Peccato per il colpo di testa da buona posizione su cross di Politano: Kepa si esalta.
L ode oltre il 10 alle dichiarazioni dei vari campioni d’Italia dopo la sconfitta: c’è consapevolezza e voglia, ovvero tutto quel che chiedono i tifosi.
M entalità, che genera la forza! Bel momento ad inizio ripresa: il Napoli sotto di un gol rientra in campo con un pizzo di anticipo, i calciatori si abbracciano in cerchio.
N atan, il difensore brasiliano si sta ritagliando il suo spazio: non era facile giocare contro il Real Madrid dopo poche partite di rodaggio. Buona prova, c’è pure il suo contributo nell’azione del gol del vantaggio.
O ssigeno, che sembra mancare troppo spesso ad Anguissa: il camerunense si accende e si spegne.
P olemiche, le solite, su Meret: quante responsabilità ha sui gol dei madrileni? Non lo sapremo mai: sono tante, troppe, le scuole di pensiero. C’è chi dice che è colpevole, chi lo assolve, chi lo difende, chi lo attacca.
Q ualità superiore di Luka Modric: gli basta entrare in campo per sembrare Riccardo Muti al San Carlo. Una delizia per gli occhi.
R igore, trasformato da Zielinski con grande freddezza per riportare la sfida in parità (il momentaneo 2-2)
S ostituzioni di Garcia poco convincenti: Elmas per Politano, Raspadori per Zielinski e poi tre Cajuste, Mario Rui e Simeone a tre minuti dal 90’.
T raiettoria fatale: Valverde fa partire un razzo, Olivera tocca e il pallone cambia direzione prima di “spaccare” la traversa ed insaccarsi carambolando sulla schiena di Meret.
U ltras, ultimi ad andare via. In Curva B si canta ben oltre il novantesimo.
V ittoria a sorpresa del Braga in casa dell’Union Berlino: Napoli secondo nel girone e con una prestazione buona da cui ripartire a prescindere dalla sconfitta.
Z ampata di De Laurentiis a fine partita. Prima messaggi distensivi per Ancelotti, poi rassicura i tifosi sul “caso-Osimhen”, infine chiosa: “A Napoli tutti felici, il problema è quando vanno via”.
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