Napoli-Rangers, pagelle: Simeone champagne, Ostigard 16. Due 10 e il mistero al Maradona

Dodicesima vittoria della squadra di Luciano Spalletti che ormai diverte tutti gli appassionati di calcio. 3 a 0 contro i Rangers: ora sono 15 i punti in 5 partite.
Un’altra tela da incorniciare per il Napoli che batte 3-0 i Rangers e colleziona la quinta vittoria su cinque partite nel girone A di Champions League. In totale 12 vittoria di fila comprese le gare di campionato. Partita mai in discussione con Simeone Gran Cerimoniere. L’argentino porta in vantaggio i suoi dopo 11’ con tre mosse: correndo indica a Di Lorenzo la strada su cui far correre il pallone, lo stoppa di sinistro e poi lo spedisce sul palo lontano. Dopo 5’ il bis con un colpo di testa senza ammissione di replica su perfetto cross di Mario Rui. Sulle ali dell’entusiasmo Ndombele sfiora il tris generando uno spavento complessivo: la traversa trema talmente che sembra poter cadere da un momento all’altro. Nonostante i tanti cambi (in panchina, tra gli altri, Kvaratskhelia, Osimhen, Anguissa, Zielinski, Olivera, Juan Jesus e Lozano, senza far torto a nessuno) in campo si vedono solo gli azzurri, abili pure a frenare e a rifiatare.
All’80’ la capocciata di Ostigard che vale il definitivo 3-0: il difensore norvegese firma la rete numero 100 del Napoli in Champions. Simeone nel finale sfiora pure la tripletta. Al Maradona non manca il mistero: Meret, dopo essere scomparso nel nulla a Roma, si è visto solo a fine primo tempo con una mezza parata. Il tempo di salutare gli amici e prendersi un’altra vacanza. Napoli ancora in testa al girone, ma il Liverpool ha battuto 3-0 l'Ajax: il primo posto nel girone A, dunque, si deciderà ad Anfield. Ai partenopei basterà non perdere con più di tre gol di scarto. Le pagelle di Areanapoli.it
Meret: 6,5. Appare per una parata sul finire del primo tempo su tiro velenoso e con deviazione: evita il 2-1. Poi torna a godersi la partita da spettatore allontanandosi di tanto in tanto.
Di Lorenzo: 7. Qualcuno trovi la ricetta che gli consente di volare partita dopo partita. L’intesa con Politano nei due sensi di marcia è un matrimonio arrivato alle nozze d’oro. All’occorrenza agisce anche in mediana per dare altri riferimenti. E’ lui a lanciare Simeone nell’azione del primo gol. Si narra che Yilmaz lo stia ancora cercando. Dall'85' Zanoli: sv.
Ostigard: 7,5. Morelos non vede mai il pallone né in cielo né in terra. Migliora a vista d’occhio nell’uscita dalle retrovie e nel primo passaggio e nel feeling con Kim. Inoltre segna pure con un colpo di testa che vale il timbro sulla vittoria.
Kim: 7. Con grande spirito democratico non fa differenze: asfalta tutti gli avversari. Un fulmine di guerra instancabile, impossibile spostarlo nei duelli fisici. I tifosi sottolineano con cori a lui dedicati il suo incedere in campo.
Mario Rui: 7. Come Di Lorenzo non disdegna l’incursione ad entrare in campo per dare rifornimenti. Per il resto la solita spinta e i cross da museo, come quello al bacio per la testa di Simeone che raddoppia. Vicino anche al gol dopo una sgroppata delle sue.
Ndombele: 7. Si iniziano ad intravedere tutti i colpi del repertorio tra giocate veloci, fraseggi nello stretto, strappi e conclusioni dalla distanza, con una delle quali per poco non demolisce la traversa. Che forse ancora trema. Anche i dialoghi con Lobotka e il supporto a difensori e attaccanti sono di alta scuola. Se la sua prova avesse un titolo sarebbe sicuramente questo: “Belli, sto tornando”.
Lobotka: 7. Padroneggia così bene lo spazio in relazione al pallone che pure i Rangers capiscono che il primo pallone perso è stato solo un caso e dunque non è il caso di pressarlo. Con Elmas e Ndombele recita a memoria. Spalletti lo toglie solo a pochi minuti dalla fine: la Slovacchia non farà il Mondiale, Stanislav avrà tempo per riposare. Dall’83’ Zielinski: sv.
Elmas: 6. Corre tanto, ma senza brillare particolarmente in alcune scelte tra movimenti e appoggi. Tuttavia non mancano buone giocate. Dal 73' Gaetano: 6. Le sue doti tecniche non sono in discussione, soprattutto a campo aperto. Da migliorare in fase di non possesso.
Politano: 7+. Accelera, si accentra, crea lo spazio per le incursioni di Di Lorenzo (a cui dà una mano in difesa) e si rende pericoloso ogni volta che ha il pallone tra i piedi infiammando lo stadio. Dal 73’ Lozano: 6,5. Un ottimo approccio tra assist e scatti incontenibili. Il tutto quando la partita era da tempo in discesa.
Simeone: 8,5. Nel suo migliore momento di forma Luciano Spalletti lo ha tenuto in panchina 3 partite senza concedergli spazio. Appena rientrato dal primo minuto ha segnato due gol in 16 minuti. L’argentino ingoierebbe in un boccone tutto il bello di Napoli gustando ogni sfumatura. Il primo gol è affondo, controllo ed esplosione. Nel secondo arriva col carrarmato prima di lasciare i comandi per colpire di testa. Sfiora anche il tris nel finale. Fa pure un grande lavoro sporco. Champagne!
Raspadori: 6,5. Parte da sinistra, ma è praticamente ovunque per rifinire, pressare, lottare per il recupero palla e provare la conclusione quando si ricorda che è anche attaccante. Un gioiello tuttofare. Dall'83' Zerbin sv.
All. Spalletti: 8. 12 vittorie consecutive, la miglior striscia di sempre del club partenopeo: superato anche il record della squadra di Maradona. Ad Anfield basterà non perdere con 4 gol di scarto. Sarebbe delittuoso: il Napoli merita di approdare agli ottavi da primo del girone con 20 gol fatti ed appena 5 subiti. I partenopei sono uno spettacolo a prescindere da chi va in campo. Ognuno conosce alla perfezione il suo compito individuale in ottica collettiva. Segna pure Ostigard: con il danese sono 16 i giocatori diversi ad aver fatto centro.
10 al pubblico del Maradona e al presidente Aurelio De Laurentiis che lascia la scena a squadra, allenatore, direttore sportivo e tifosi.






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