Napoli-PSG, pagelle: Koulibaly da fantascienza, Insigne top player! Ancelotti è un mago

Un'altra impresa degli azzurri che riescono a tenere testa ad uno squadrone come il PSG che ci ha provato in tutti i modi a violare il San Paolo.
Il Napoli agguanta nella ripresa un pareggio preziosissimo che gli consente di agganciare il Liverpool in testa alla classifica del girone. Sono però i partenopei ad essere primi in virtù dello scontro diretto. Dopo il gol di Bernat allo scadere del primo tempo, ci ha pensato Insigne a trasformare un rigore conquistato da Callejon. Al San Paolo tra azzurri e PSG finisce 1-1. Ecco le pagelle di Areanapoli.it
Ospina: 6,5. Incolpevole sul gol di Bernat, si destreggia bene sulle rare sollecitazioni dalla distanza. Un solo svarione, ovvero un rinvio sbilenco, ma nel complesso garantisce sicurezza e riferimenti anche quando c’è da far girare il pallone.
Maksimovic: 7. Una prestazione convincente tra testa, centimetri, peso e cuore. Dalle sue parti si passa raramente (ricordiamoci chi aveva davanti). Nella ripresa assicura inoltre una notevole spinta offensiva, straordinario un assist per Mertens. Buone inoltre le incursioni centrali su azione da corner. Precisione dei passaggi in uscita pari al 97%, rischioso l’intervento su Bernat in area. Dal 76' Hysaj: 6. Si attacca su Neymar e tutto ciò che va a mille all’ora e non fa passare nemmeno l’aria. Ottimo impatti nei momenti caldi e clou della partita.
Albiol: 7. Il dribbling subito da Mbappè allo scadere del primo tempo è l’unico neo di una prestazione sontuosa: freddezza, esperienza, lucidità. Per il Napoli è un porto sicuro con un faro maestoso a dominare la scena.
Koulibaly: 8. Una muraglia visibile dall’universo, un castello in movimento costante pronto a fare la guerra tra difesa e attacco. Un portento, una forza della natura. Tra i migliori difensori di sempre della storia del Napoli e non solo.
Mario Rui: 7. Una specie di pendolo di Foucault nel Pantheon di Parigi: non si ferma mai grazie al movimento complessivo del pianeta azzurro. Non mancano errori, ma in una notte di stelle scintillanti un po’ di polvere cade. Nel finale spazza l’area su un cross pericolosissimo.
Allan: 8,5. E’ l’anima del Napoli: un gladiatore che non si arrende mai, che sputa sangue fino al triplice fischio e oltre. E il sangue lo fa buttare anche agli avversari che non sanno come superarlo. Sono Neymar ci riesce a tratti e crea danni. Ma, appunto, Neymar. Per gli altri è un incubo che fa paura anche da svegli.
Hamsik: 7. Serviva una delle migliori prestazioni del capitano per frenare con ordine e disciplina tecnico-tattica la rabbia dei francesi costretti a vincere: ed è arrivata, Marek usa goniometro, compasso e all’occorrenza la zappa per arginare le incursioni centrali. 512 presenze nel Napoli: il record di stasera sarà duro da strappare per chiunque.
Callejon: 7,5. Implacabile, glaciale, intelligente: una colonna del Napoli in moto perpetuo. E’ ubiquo, sbuca dove serve la sua “mano santa”. Fenomeno senza se e senza ma e non è un caso se è lui a conquistare il calcio di rigore che porta al pareggio: Buffon anticipato e beffato.
Ruiz: 6. Galleggia bene lateralmente accentrandosi per sfoderare il piedino magico. Più di sostanza che di fosforo, negli ultimi metri non ha il guizzo giusto per chiudere l’azione. Nervoso si fa ammonire. Dal 70' Zielinski: 6. Importante negli ultimi 20 minuti quando c’è da ripartire: usa tutta la sua tecnica per far girare il pallone e per creare superiorità numerica anche senza palla.
Insigne: 8. Il pallone del rigore pesava almeno 100 kg: Lorenzo lo ha alleggerito con il sorriso e con quella maturità ormai acclarata del top player sbocciato in ogni petalo. Un gol che è una pietra miliare del cammino del Napoli in Champions e che fa il paio con quello dell’andata a Parigi. Si sacrifica molto anche in ripiegamento.
Mertens: 6,5. Punge e pressa i primi portatori di palla del PSG, detta i movimenti ai compagni pur se non risulta molto preciso. Non era facile incunearsi alle spalle di Thiago Silva, ma Dries un paio di volte ci riesce e Buffon è chiamato a frugare nel baule dell’esperienza per evitare il peggio. Dall'83' Ounas: 6. La genialata di Ancelotti, l’algerino conquista una punizione dopo un gran numero su Verratti. Il Napoli con lui mette pressione agli avversari e respira nell’apnea finale.
Ancelotti: 7,5. Il Napoli è primo nel girone più duro della Champions e gran parte del merito è suo. Squadra consapevole dei propri mezzi, mai un timore reverenziale nei confronti degli spaziali avversari. Anche gli azzurri hanno capito quanto sono forti e i primi 30’ minuti della ripresa sono spettacolo puro da conservare in archivio. Strepitosi anche i cambi: la scelta di inserire Ounas è scienza calcistica.








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