Il grande PSG fermato dal Gigante Napoli: la rivincita di Re Carlo nel "luogo simbolo"

Il Napoli di Ancelotti, quello con poca esperienza internazionale, ha fermato il PSG delle stelle, del miglior giovane al mondo e di Neymar, Cavani, Di Maria.
La vita è fatta di rivincite. Di luoghi simbolo. Uno di questi è la panchina del Parco dei Principi. Una panchina che scotta, amara, che Carlo Ancelotti non ha dimenticato. Quando era alla guida del Bayern di Monaco, un anno fa, gli costò l’esonero. Anche a lui, tecnico vincente ovunque, è capitato di andarsene a casa anticipatamente. Quando non gira non gira e puoi essere anche uno dei migliori allenatori al mondo, ma se il pallone rotola al contrario non servono tattiche e alchimie per portarti a casa il risultato. Anzi, a casa ti porti la valigia, quella che ha dentro tanta delusione e la tuta sporca del lavoro che non è servito a nulla.
Carlo Ancelotti è ripartito da Parigi, voleva prendersi la rivincita con una squadra dieci volte inferiore, negli ingaggi, a quella che ha affrontato. Il suo Napoli con poca esperienza internazionale ha fermato il Psg delle stelle, del miglior giovane del mondo Mbappè, di Neymar che punta a diventare il numero uno, di bomber Cavani e di un Di Maria che gli ha rovinato un po’ la serata. Una bella serata. Il grande Psg è stato fermato da un gigante. Il gigante Napoli, nella sera di una rivincita nata un anno fa sulla stessa panchina e che potrà completarsi solo tra due settimane.
Luigi Capasso







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